Pippo Civati: “Renzi? E’ solo al comando. Senato e Italicum sono riforme sbagliate nel merito e nel metodo”

Giuseppe Civati (getty Images)
Giuseppe Civati (getty Images)

Dopo Nichi Vendola un’altra voce a Sinistra prende le distanze dal premier, nella forma e nei contenuti. E’ la volta di Pippo Civati: recentemente ha paragonato Matteo Renzi al primo Craxi e accusato il governo di decisionismo quantomeno sospetto. Oggi Civati è a Livorno per il «Politicamp» a Villa Corridi e si allontana ulteriormente dal Segretario dai Democratici. “Il PD non può essere il partito di un uomo solo al comando, qui al Partito della Nazione di Renzi non crede nessuno, è solo un elastico, che Renzi usa come vuole”. Renzi e Civati non si parlano. «All’indomani della formazione del governo mi scrisse un messaggino dicendo “ potevi stare al gioco”, seguito da un emoticon con la faccina della delusione». E’ stato l’ultimo contatto, assicura Civati che ora osserva “Renzi mi tiene fuori da tutto, non so neanche cosa succede nell’ufficio di presidenza. Nei numeri parlamentari pesiamo poco, sette deputati e sette senatori, di cosa ha paura?” E aggiunge: “Mi dicono che non è solo un problema mio, non parla con suoi strettissimi collaboratori, è in totale isolamento”. Un irrigidimento che comincia ed emergere anche nelle espressioni del premier “Renzi – lamenta Civati – risponde ormai a ogni critica con una violenza inaudita. Prima era un outsider, oggi ogni sua cosa ha un peso enorme, e i renziani poi la enfatizzano ulteriormente, spesso maldestramente… per non dire del merito, sbagliatissimo, di queste riforme: passi per l’Italicum, ma il Senato è tremendo”. E osserva ancora Civati: “Se si blinda tutto, siamo finiti”. Anche Maurizio Landini, presente a Livorno, sul Senato commenta “a me avere un Senato non elettivo non convince. Secondo me bisognerebbe pensare a rimettere in campo un’iniziativa che metta insieme il mondo del lavoro e il tema della Costituzione”. E’ a Livorno anche Corradino Mineo della “fronda” PD. Il senatore accolto da un grande applauso.

E da Livorno Pippo Civati con Nichi Vendola e Gianni Cuperlo varano l’associazione “Possibile” destinata a diventare il luogo di incontro per quanti a Sinistra guardano all’Esecutivo con perplessità e timore. È vero, dice Vendola, che Renzi ha preso il 40% alle europee ma è una percentuale che va contestualizzata: “la sua è speranza offerta a buon mercato: anche Hollande in Francia ha vinto. Ma dopo c’e stato lo schianto e l’ascesa di Marine Le Pen che ha schiaffeggiato l’austerity dell’Europa”. Secondo Vendola il premier Renzi è riuscito a dare di sè l’immagine di un uomo contrario all’austerity ma è comunque segretario di un partito che aveva fatto della difesa dell’austerity il proprio segno politico. Civati sostiene: “Sta iniziando un percorso che punta a una «nuova Sinistra, perché Renzi non lo è. Non lo è mai stato” sostiene Civati “ma ora di più. Una battaglia che oggi è dentro il PD; domani chissà”. Vendola parla di “nascita di esperienze comuni partendo dal semestre europeo: qui ci sono tanti insoddisfatti per l’andamento delle cose e per la leva del renzismo”, A giudizio di Vendola, nel M5S ci sono “cose interessanti, anche di sinistra”. Civati aggiunge: “Dentro il PD non peso nulla, finché non ci saranno nuove elezioni”. E sugli sviluppi della nuova esperienza politica dice: “Mi do sei mesi di tempo”. Sei mesi che coincidono con l’epilogo del semestre europeo presieduto dal premier, quanto anche per Renzi sarà tempo di fare bilanci.