Concordia: al via operazioni di rigalleggiamento all’Isola del Giglio. Guarda la diretta

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Tutto pronto o quasi per la rimozione della Costa Concordia: dopo il via libera della Protezione Civile, in base alle condizioni meteo marine, questa mattina all’isola del Giglio sono iniziate le operazioni di recupero quelle di “rigalleggiamento” del relitto della nave da crociera naufragata il 13 gennaio 2012, provocando 32 vittime.

Le telecamere di tutto il mondo hanno i proiettori accesi sulle operazioni, guidate dall’ingegnere Nick Sloane e da una squadra di tecnici che sono nella cabina di controllo installata a bordo della Concordia.

A metà mattina, le operazioni  si sono concluse con successo e la concordia ha ripreso a galleggiare. E’ riemerso uno dei quattro ponti che erano sotto l’acqua. La nave si è staccata dalla base di calcestruzzo che era stata installata lo scorso anno per l’operazione di parbuckling, il raddrizzamento della nave. Al momento “non c’è stata alcuna anomalia”, ha fatto sapere il capo della protezione civile Franco Gabrielli.

Le operazioni, secondo quanto riferisce l’inviato di RaiNews24, procedono a rilento rispetto alla scaletta.

“Per ora tutto sta andando secondo il programma previsto anche sul versante della tutela ambientale” ha dichiarato la presidente dell’Osservatorio per il recupero della Costa Concordia, Maria Sargentini sostenendo che “l’Osservatorio ha chiesto sicurezze nei piani proposti da Costa e dal Consorzio Titan-Micoperi e siamo ottimisti2.

Secondo la scaletta, se le operazioni di rigalleggiamento del relitto, un’impresa mai tentata nella storia della navigazione mondiale, procederanno senza problemi, la nave dovrebbe lasciare l’isola lunedì 21 luglio, trainata da rimorchiatori per raggiungere il porto di Voltri a Genova dove il relitto sarà demolito e di cui il 20% andrà perduto mentre l’80% della nave sarà riciclato.

Il capo progetto tecnico per Costa Crociere, Franco Porcellacchia ha evidenziato che il viaggio potrebbe essere addirittura anticipato a sabato 19 nel caso in cui non ci siano intoppi nel rigalleggiamento e le condizioni meteo siano ottimali.
Franco Gabrielli ha dichiarato che “le previsioni meteo non sono ottime, ma sono tali da garantire l’inizio delle operazioni in sicurezza”.

Sul posto, presente anche il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti che ha sottolineato che “per noi l’operazione sarà finita dopo il ripristino, quando il Giglio sarà tornato come prima del naufragio. Ricordo però che sono stati raggiunti i due obiettivi che voleva il governo: tenere i lavori di smantellamento della Concordia in Italia, e non era scontato. Poi portarla via prima del prossimo inverno. Il ministro, in ogni caso, sarà un controllore inflessibile del rispetto delle prescrizioni ambientali”.

Ma prima dell’avvio delle operazioni non sono mancate le polemiche a cominciare dal fatto che per garantire la sicurezza alle manovre sono stati interrotti i collegamenti dell’isola con l’Argentario e lo stesso sindaco del Giglio aveva riferito che “Costa per ora non è stata in grado di indicare, neppure approssimativamente, una minima programmazione delle operazioni di rigalleggiamento, che il Comune ha, senza esito, più volte e in più sedi richiesto di conoscere. Tant’è vero che non si possono prevedere le interferenze delle operazioni con le attività e le esigenze socio-economiche dell’isola” in piena stagione turistica.

Legambiente e Greenpeace hanno annunciato che monitoreranno le operazioni al fine di controllare che i serbatoi dell’imbarcazione, ancora carichi di sostanze altamente inquinanti, non rilascino materiale che potrebbe danneggiare ulteriormente l’ambiente marino sostenendo che siano anche considerate le operazioni di recupero del fondale danneggiato dalla presenza del relitto.

La nave lunga quasi 290 metri, larga 63 e pesa circa 115mila tonnellate e affondata per più della metà, sarà riportata a galla e trainata per quasi 200 miglia nautiche.
L’intero progetto di rimozione ammonta ad un miliardo e duecento milioni di dollari che saranno sostenuti dalla Costa Crociere.

Ecco le fasi delle operazioni che coinvolgono circa 300 tecnici e che richiederanno 6 o 7 giorni:
1. rigalleggiamento di circa 2 metri dalle piattaforme, grazie al sistema dei cassoni, prima dovrebbe risalire la poppa, poi a seguire la prua, quindi il relitto verrà riportato in assetto.
Come riporta l’Ansa, secondo i piani dei tecnici, nella peggiori ipotesi si prevede lo scivolamento della nave in una “scarpata” marina di 100 metri di profondità davanti al Giglio.
2. Spostamento, con l’aiuto dei rimorchiatori, di 30 metri verso est.
3. La nave sarà poi ormeggiata per completare l’installazione e il tensionamento di alcuni cavi e catene, e abbassare i cassoni del lato di dritta per far raggiungere loro la posizione definitiva.
4. Fase di rigalleggiamento definitivo: ovvero quello di un ponte alla volta, dal ponte 6 al ponte 3 compreso.
Redazione

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