Ucraina: combattimenti ad est. Battaglia a Lugansk e Donetsk: 30 miliziani uccisi

Ucraina ambulanza (getty images)
Ucraina ambulanza (getty images)

Il bilancio delle vittime in Ucraina dell’est continua a salire all’indomani di un’offensiva dell’esercito lanciato contro la citta di Lugansk, una delle ultime roccaforti dei separatisti filo, al confine con la Russia.
L’esercito ieri ha anche attaccato di nuovo la città Maryinka, nei pressi di Donetsk, con missili Grad, blindati e sistemi di artiglieria.

L’esercito di Kiev è riuscito al termine dell’operazione a sbloccare l’aeroporto di Lugansk, secondo quanto rende noto la presidenza ucraina sul proprio sito Facebook.

Si apprende che tra le vittime vi sarebbe anche un operatore dell’agenzia di informazioni Anna-News.
Secondo Kostiantyn Knyryk, capo del centro informazione del “Fronte Sudorientale” le forze filorusse hanno perso 30 miliziani in seguito ad un attacco di artiglieria dell’esercito ucraino nel villaggio di Aleksandrovka, nella regione di Lugansk.
Inoltre è stato trovato morto, vicino a Dnipropetrovsk, Serghei Dolgov, un giornalista di Mariupol sequestrato il 18 giugno scorso. E’ quanto ha reso noto su Facebook il co-presidente dell’organizzazione separatista filorussa Fronte popolare Novorossia che riferisce che il reporter sarebbe stato prima torturato.
Come riporta l’Ansa, Dolgov era il direttore del giornale Khaciu’ v Sssr (Voglio tornare all’Urss) e s’interessava delle violazioni dei diritti umani delle forze ucraine nel conflitto nell’est del Paese.

In totale si parla di 270 morti tra filo russi e soldati ucraini e di 713 persone ferite, secondo il Ministero della Salute di Kiev precisando che nella regione di Donetsk sono morte 225 persone e 576 feriti mentre a Lugansk si registrano 45 vittime e 137 feriti.

Ma nel paese è anche emergenza umanitaria: infatti ci sono oltre 30 mila ucraini che hanno chiesto lo status di rifugiato o di asilo politico in Russia.
Il capo del servizio federale per l’immigrazione Konstantin Romodanovsky, in un incontro a Mosca con Vincent Cochetel, direttore dell’ufficio per l’Europa dell’alto commissario per i rifugiati dell’Onu ha riferito della situazione sottolineando inoltre che circa 500 mila ucraini, hanno deciso di risiedere nelle regioni russe di confine e che 130 mila persone hanno chiesto un soggiorno più lungo.

Ma la tensione è ai massimi livelli anche sul piano internazionale. La Russia ha ammonito l’Ucraina rispetto ad una granata che ha colpito una cittadina russa al confine provocando una vittima, minacciando l’Ucraina di “conseguenze irreversibili”: “In Russia consideriamo questa provocazione come un atto di aggressione aggiuntivo dell’Ucraina”, ha detto un ministro russo.
Immediata la smentita del portavoce del Consiglio di Difesa e Sicurezza ucraino, Andrei Lysenko, che ha negato che i militari ucraini abbiano rivolto l’artiglieria contro il territorio russo.
Ma i filorussi hanno denunciato l’uso di armi, come tre bombe incendiarie in un villaggio nei pressi di Sloviansk e Semenovka.
Tanto che Konstantin Dolgov, responsabile per i diritti umani del Ministero degli Esteri russo ha accusato l’esercito di Kiev di usare “armi vietate contro gli abitanti di Sloviank” di sparare “contro i civili in fuga” e di “uccidere i bambini”.

Ieri a margine della finale dei Mondiali di Calcio 2014 in Brasile, il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel: i due leader hanno invocato un immediato cessate il fuoco concordando sul fatto che la situazione in Ucraina si sta aggravando e sulla necessità della ripresa dei lavori del gruppo di contatto internazionale sulla crisi.

Redazione

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