Stefano Rodotà sulle riforme di Renzi “Siamo prossimi alla svolta autoritaria”

Stefano Rodotà (screen shot youtube)
Stefano Rodotà (screen shot youtube)

Per Stefano Rodotà con le riforme messe in campo da Matteo Renzi “avremo un premier e un esecutivo che si impadroniscono del sistema costituzionale senza forme efficaci di controllo”. Sergio Zavoli non è meno esplicito sulla riforma che il governo Renzi affida al Parlamento il varo definitivo: “E’ spaventosa”. Parlando con il Fatto Quotidiano il professore dichiara: “Con la riforma del Senato e quella sulla legge elettorale assisteremmo a un enorme accentramento di potere nelle mani dell’esecutivo e del premier. Alla diminuzione, e in qualche caso, alla scomparsa, di controllo e di contrappesi”. Con l’Italicum in particolare “la maggioranza può impadronirsi del presidente della Repubblica e dei giudici costituzionali” anche perché’ sottolinea Rodotà “Le soglie dell’8 e 12 per cento previste dall’Italicum chiudono completamente gli spazi a nuove aggregazioni politiche. Questi numeri vogliono dire: non entra più nessuno. Trovo in questa riforma uno spirito di conservazione, di garanzia delle posizioni acquisite”.

Rodotà spiega: “Se questi poteri e contropoteri sono esclusi dal procedimento democratico allora la funzione di controllo viene spostata all’esterno”. Tutto allora graverebbe sulla Consulta “che viene caricata di un compito politicamente molto delicato” osserva Rodotà: “Questo ha costituito l’oggetto della critica degli ultimi vent’anni: troppo potere alla magistratura”.

Non minore preoccupazione dal Senatore PD Sergio Zavoli. “Siamo sotto ricatto perché se casca questo governo è la barbarie, il disordine politico. Questa paura consegna tutti noi stancamente” ai voleri dell’Esecutivo “Cos’è il PD adesso? Non oso immaginarlo”.

Redazione