Napolitano scende in campo in difesa di Renzi

Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e presidente del Consiglio Matteo Renzi (Getty images)
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e presidente del Consiglio Matteo Renzi (Getty images)

Le riforme volute dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi devono fare i conti con l’ostruzionismo dell’opposizione e questa che doveva essere la settimana “decisiva”, nelle intenzioni del premier, per l’approvazione in Senato del ddl Boschi di riforma costituzionale rischia di finire con un buco nell’acqua.

Per questo motivo, in difesa di Renzi è sceso in campo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato ha ribadito la necessità di abolire il sistema del bicameralismo perfetto e ha invitato le forze politiche ad abbassare i toni, evitando di sollevare gli “spettri dell’autoritarismo” sulla riforma costituzionale.

Durante la tradizionale cerimonia del Ventaglio che precede la pausa estiva e che si è tenuta con la stampa parlamentare ieri al Quirinale, Napolitano ha sottolineato che la richiesta di riforma del bicameralismo perfetto è arrivata al Governo dal Parlamento. Il Presidente ha anche aggiunto che l’anomalia del Senato nel sistema costituzionale italiano era stata già rilevata all’indomani della conclusione dei lavori dell’Assemblea costituente che aveva redatto la Carta. Il Capo dello Stato ha poi elogiato la ricerca, da parte dei relatori, di “ampie convergenze” tra i partiti politici sul ddl di riforma. “Non c’è stata improvvisazione né improvvida frettolosità”, ha sottolineato Napolitano riguardo all’esame del ddl costituzionale.

Nonostante il sostegno del Presidente della Repubblica, tuttavia, l’ostruzionismo in Senato prosegue. Oltre alla pioggia di emendamenti presentati da Sel e M5S, Renzi deve fare i conti con i dissidenti del Pd, il suo partito, e di Forza Italia, nonostante gli avvertimenti ai suoi di Berlusconi. Nemmeno i leghisti sono soddisfatti nonostante il compromesso raggiunto in Commissione Affari Costituzionali dal loro relatore Roberto Calderoli.

Dal canto suo, Matteo Renzi non demorde e lancia un’offensiva a tutto campo, anche e soprattutto sui social network: “#mentreloro fanno ostruzionismo per provare a bloccare il cambiamento, noi ci occupiamo di posti di lavoro”, ha scritto su twitter.

Nel frattempo, per arginare l’ostruzionismo, dovuto alla presentazione di ben 7.800 emendamenti, la conferenza dei capigruppo al Senato ha fissato un calendario di sedute consecutive fino all’8 agosto, compresi il sabato e la domenica, con orario dalle 9.30 del mattino alle 24. Un vero e proprio tour de force che finora non si era mai visto, neppure per l’approvazione urgente delle leggi finanziarie.

Redazione