Test Tfa. Piovono segnalazioni su errori del Ministero e il MIUR avvia correzione

Università (getty images)
Università (getty images)

Sono in tanti, 136.949 secondo le stime effettuate dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, i candidati che quest’anno ha deciso di concorrere per essere ammessi al II ciclo di Tfa, il Tirocinio formativo attivo che, al momento, in Italia costituisce l’unica porta di accesso per ottenere un’abilitazione all’insegnamento. 153 istituti scolastici disseminati per la penisola stanno quindi ospitando in questi giorni aspiranti insegnanti i quali, per ottenere accesso al tirocinio – il quale, è bene specificare, non garantisce alcuna immissione di ruolo, ma fornisce i partecipanti di un titolo ulteriore che dovrebbe facilitare l’accesso in graduatoria e stabilire chi può partecipare ai concorsi – dovranno superare una prova preselettiva scritta a risposta multipla per accedere a un ulteriore esame scritto il quale a sua volta scremerà i candidati per un esame orale.

Per ogni classe di concorso la prima prova consiste in un test di 60 domande chiuse per ognuna delle quali sono indicate quattro possibili risposte tra cui una sola è da considerarsi esatta. In base alla normativa del test il punteggio massimo è di 30/30esimi e ogni risposta esatta assegna un punteggio di 0,5 all’esaminando.

Sulle modalità del test, in questi giorni, sono state sollevate numerose critiche le quali valutano come inappropriata la decisione di scremare i candidati proponendo una modalità a quizzettone che non sarebbe in grado di indagare a fondo la preparazione del futuro insegnante. Le domande ideate dal MIUR, inoltre, sono particolarmente specifiche, tanto da mettere in difficoltà anche studenti modello.

Al di là delle polemiche che ognuno, in base alla propria sensibilità, può ritenere pregnanti o strumentali, vi è però un altro fatto denunciato a più voci da chi si è trovato a svolgere l’esame. Alcune delle risposte date come corrette dagli esaminatori sarebbero tutt’altro che giuste o, in alcuni casi, sarebbero perlomeno opinabili.  Portali web come Orizzonte scuola e Tecniche della scuola che si occupano di questioni inerenti l’accesso all’insegnamento sono in queste ore letteralmente presi d’assalto con segnalazioni di quesiti ambigui o errati.

Per sopperire agli errori segnalati, i quali di certo non fanno onore ad un Ministero che è chiamato a giudicare la preparazione dei laureati che intende immettere nel proprio organico, il MIUR ha di recente fatto sapere che sta avviando una correzione delle risposte finora ritenute valide che tuttavia non sarebbero da considerarsi tali.

 

Redazione online