Medio Oriente: soldati israeliani disertori sottoscrivono un appello contro il conflitto

Soldati Israeliani (Getty images)
Soldati Israeliani (Getty images)

Richiesta perentoria del presidente americano Barack Obama che dopo l’ufficio di Gabinetto di emergenza ha telefonato nella notte al presidente israeliano Benjamin Netanyahu sollecitando “un cessate il fuoco immediato e senza condizioni”, mentre dal canto suo il presidente delle Autorità palestinesi Abu Mazen ha detto di sostenere la proposta egiziana che rispecchierebbe le richieste palestinesi.
Ma sul fronte del Medio Oriente si continua a morire e ancora questa mattina a farne le spese sono vittime innocenti: un bambino di 4 anni è stata ucciso dai colpi di artiglieria esplosi oggi da un tank israeliano nel nord della Striscia di Gaza.

Intanto però si susseguono gli appelli per un fermo delle ostilità e delle violenze anche all’interno degli schieramenti militari israeliani. Infatti, come riporta in un articolo l’huffingtonpost citando il Fattoquotidiano, un soldato israeliano di 19 anni, Udi Segal, ha rifiutato di arruolarsi e rischia ora di finire in carcere.
Ma di giovani israeliani che si rifiutano di bombardare Gaza ve ne sarebbero almeno una cinquantina dell’Israel Defense Force che hanno sottoscritto una lettera che hanno inviato al Washington Post nella quale hanno spiegato che “ci opponiamo all’esercito israeliano e alla legge sulla leva obbligatoria perché ripudiamo questa operazione militare”.
Stessa linea sostenuta dal giovane Ubi che ha dichiarato che “l’appoggio del paese alla politica del primo ministro, Benjamin Netanyahu, è ancora forte. Ci sono molte persone, però, che sono stanche di questa guerra. Solo tra i miei coetanei, conosco almeno 120 o 130 ragazzi che hanno preso la mia stessa decisione”.

“Quando mi sono avvicinato all’età della leva obbligatoria ho iniziato a leggere, studiare e documentarmi sul conflitto tra Israele e Palestina. È più di un anno che mi informo sui giornali e studio la storia, e ho deciso che non posso prendere parte a questa occupazione” ha poi aggiunto Ubi spiegando che “non so ancora di preciso quanto rimarrò in carcere anche se la pena prevista in questi casi è di circa 6 mesi. Non basterà questo a farmi cambiare idea in futuro”.

Nella lettera dei soldati israeliani viene sottolineato come “i residenti palestinesi della Cisgiordania e della Striscia di Gaza sono privati ​​dei diritti civili e dei diritti umani. Vivono in un sistema giuridico diverso dai loro vicini ebrei. Questo non è esclusivamente colpa dei soldati che operano in questi territori”.
Nell’appello i soldati ricordano che non solo alcune truppe si sono rifiutate ma anche membri del personale dislocato nel supporto logistico e burocratico dove “abbiamo scoperto che l’intero esercito aiuta ad implementare l’oppressione dei palestinesi”.

Redazione

LEGGI LA LETTERA PUBBLICATA DAL WASHINGTON POST:
We are Israeli reservists. We refuse to serve.

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