Alessandria: Scontri a manifestazione No Tav Terzo Valico

Una dimostrazione No Tav (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Una dimostrazione No Tav (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

No Tav non è solamente il movimento che si oppone di Val di Susa alla costruzione del treno ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino alla città francese di Lione. La denominazione No Tav, simbolo oramai delle lotte per l’autodeterminazione dei cittadini che si impongono per riconquistare potere decisionale nella gestione dei territori, è stata fatta propria anche dagli attivisti e residenti che si oppongono alla costruzione del cosiddetto Terzo Valico, opera che dovrebbe unire Genova a Torino e Milano.

Per il Terzo Valico i lavori, cominciati nel 1996 a seguito di alcune ispezioni effettuate per la valutazione ambientale, attualmente interessano l’area piemontese nei pressi di Novi Ligure, in provincia di Alessandria. Proprio in questa zona la giornata di ieri è stata caratterizzata da scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine. L’area più calda è stata quella boschiva nei pressi di Moriassi, dove i No Tav si sono asserragliati costruendo alcune barricate con arbusti trovati lungo la strada. Gli agenti di polizia in tenuta antisommossa sono intervenuti lanciando lacrimogeni all’interno del bosco nel tentativo di sgomberare la zona.

Le proteste dei cittadini del posto sono la conseguenza di una contestazione annosa nei confronti dell’infrastruttura e delle politiche territoriali di governo e amministrazione. Oltre alle criticità ambientali ed ecologiche, ciò che viene messo in discussione sono l’appropriatezza dell’opera e della spesa, con quest’ultima che, in tempi di crisi risulta essere particolarmente elevata. Proprio su questo punto i militanti del No Tav Terzo Valico sono intervenuti con una conferenza stampa in cui, spiegando i fatti di ieri, hanno affermato: “Hanno offerto ai proprietari fino a cinque volte il prezzo di mercato dei loro terreni e delle loro case per raggiungere un accordo bonario. E, si badi bene, lo hanno fatto con soldi pubblici che dovrebbero essere utilizzati per scopi più nobili”.

 

Redazione online