Gaza: Obama accusa Hamas della rottura della tregua. Ban Ki-moon chiede liberazione soldato israeliano

Presidente americano Barack Obama (Getty Images)
Presidente americano Barack Obama (Getty Images)

Si continua a morire a Gaza. La tregua di 72 ore che era stata faticosamente raggiunta è durata solo pochissime ore ieri mattina. I combattimenti sono ripresi subito e il bilancio delle vittime è tornato a salire, inoltre un soldato israeliano è stato rapito. Ieri sera, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, parlando in conferenza stampa, ha accusato il gruppo integralista palestinese Hamas di essere “responsabile per la fine del cessate il fuoco”. Obama ha aggiunto che “Israele ha il diritto di difendersi“, sarà anche per questo che gli Stati Uniti, con il voto a favore del Congresso, hanno deciso di stanziare altri 225 milioni di dollari a favore di Israele per potenziare il suo sistema di difesa missilistica Iron Dome, che in queste tre settimane di combattimenti ha intercettato e neutralizzato i razzi sparati da Hamas dalla Striscia di Gaza contro lo Stato ebraico. Le Nazioni Unite, però, hanno accusato gli Usa di armare Israele, fornendogli quell’artiglieria pesante che viene usata contro Gaza, in particolare contro la popolazione civile, priva di qualunque difesa. L’accusa è giunta dall’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Navi Pillay, mentre la responsabile per gli Affari umanitari dell’Onu, Valerie Amos, ha dichiarato che “oltre l’80% delle persone uccise finora a Gaza sono civili, di cui 251 bambini“.

Obama ha rivendicato il diritto di Israele di difendersi dagli attacchi da Hamas, chiedendo al tempo stesso allo Stato ebraico di voler “vedere tutto l’impegno possibile nell’evitare la morte di civili palestinesi“. Il presidente Usa ha poi condannato l’uccisione dei soldati israeliani e il rapimento ieri nel sud Gaza di un altro soldato, per il quale ha preteso da Hamas il rilascio senza condizioni. Il movimento islamista ha però negato il proprio coinvolgimento nel rapimento, sostenendo che forse il soldato è morto nei combattimenti.

Anche il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha chiesto “la liberazione immediata e senza condizioni del militare israeliano” rapito e ha anche accusato Hamas della violazione del cessate il fuoco, sottolineando come ciò “metta in discussione la credibilità delle assicurazioni date da Hamas alle Nazioni Unite”.

Il militare israeliano sequestrato è un sottotenente di 23 anni, di nome Hadar Goldin. Il suo rapimento, stando a quanto riferiscono le autorità israeliane, sarebbe avvenuto mentre la sua unità stava per smantellare uno dei tunnel utilizzati da Hamas per entrare nel territorio israeliano. Per Israele proprio il sequestro del sottotenente sarebbe la prima violazione da parte di Hamas del cessate il fuoco di 72 ore che sarebbe dovuto entrare in vigore ieri mattina. Il gruppo islamista, al contrario, accusa Israele di non aver rispettato l’accordo.

Nel frattempo, l’Egitto mantiene la propria disponibilità ad una mediazione tra le parti in conflitto. Il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shukri ha precisato alla Bbc che l’Egitto non ha rinviato né cancellato i colloqui, come invece ieri era stata data notizia in un primo momento. Il presidente palestinese, Abu Mazen, ha riferito che una delegazione palestinese, comprendente rappresentanti di Hamas, di recherà oggi al Cairo per discutere con le autorità locali un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.

Redazione