Summit Africa – Usa con il timore dell’Ebola. La Emirates cancella i voli per la Guinea

Barack Obama (Michelly Rall/Getty Images)
Barack Obama (Michelly Rall/Getty Images)

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sarebbero 1.323 i casi conclamanti di Ebola e 729 le vittime accertate dal primo diffondersi dell’epidemia, nel dicembre scorso, fino alla fine del mese di luglio.
L’allarme incombe sull’incontro tra Cinquanta capi di Stato e di governo africani che si ritroveranno dal 4 al 6 agosto alla Casa Bianca per il primo summit Africa – Usa organizzato in territorio americano. Il tema del summit voluto da Barack Obama dopo il viaggio che nel 2013  in Senegal, Sudafrica e Tanzania è “Investire nella nuova generazione e nel futuro” ma il programma sarà prevedibilmente stravolto dall’emergenza rappresentata dall’Ebola nel continente africano. I maggiori esperti americani di malattie infettive stanno cercando di tranquillizzare sulla scarsissima possibilità’ che il virus dell’Ebola si diffonda negli Stati Uniti per quanto non è stato escluso che dei voli dall’Africa possano favorire la propagazione del virus. La diagnosi è inoltre complicata dal fatto che il periodo di incubazione varia dai 2 ai 21 giorni, e i primi sintomi possono essere scambiati con quelli di una forte influenza. Non si esclude peraltro che l’infezione possa agire per vie aeree, oltre il sangue.
Il timore negli Usa è cresciuto con le straordinarie misure di precauzione che hanno accompagnato il rimpatrio del dottor Kent Brantly, infettato durante l’epidemia che ha colpito l’Africa occidentale. A metà luglio Brantly si è autodiagnosticato l’ebola e si è posto in isolamento Il medico è ora ricoverato all’Emory University Hospital di Atlanta. Trasportato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale georgiano, sarà seguito anche dagli scienziati del centro nazionale per il controllo malattie. Nelle prossime è attesa Nancy Writebol anche lei medico e appartenete alla stessa organizzazione umanitaria di Kent Brantly, la Samarithan Purse. Entrambi sono in condizioni gravi ma stabili.
Intanto nei Paesi africani sono state messe in atto misure di controllo alle frontiere e negli aeroporti, le scuole sono state chiuse e sono arrivati medici dall’estero. Per motivi precauzionali contro la diffusione del virus il presidente della Sierra Leone ha annullato il viaggio negli Stati Uniti per il summit di Washington. Nonostante il livello di guardia sia ormai molto alto fonti mediche riferiscono di molti pazienti che sfuggono ai sanitari e si rivolgono a guaritori mentre la diffusione del virus non accenna a diminuire.
Intanto la compagnia aerea Emirates ha sospeso i voli per la Guinea senza specificare quando riprenderanno: “Ci scusiamo con i nostri clienti per il disagio, – ha comunicato la Emirates – ma la sicurezza dei nostri passeggeri e del nostro equipaggio è la priorità”.
Redazione