Iraq, i fondamentalisti islamici avanzano a Nord. L’Onu lancia l’allarme “tragedia umanitaria”

Jihadisti in Siria (BULENT KILIC/AFP/GettyImages)
Jihadisti (BULENT KILIC/AFP/GettyImages)

In Iraq dopo Zummar e Sinjar, i fondamentalisti dell’Isis hanno preso il controllo di Wana nella provincia di Ninive, a nord di Mosul. Circa 200mila persone sono in fuga. Nickolay Mladenov, inviato delle Nazioni Unite a Baghdad parla senza mezzi termini di una “tragedia umanitaria. Mosul, è ancora teatro di scontri tra le milizie curde e i jihadisti dello Stato Islamico; tuttavia il governo centrale, dopo la deposizione del premier sciita Al Maliki, sembra incapace di riprendere il controllo dei territori perduti. Gli jihadisti sunniti stanno infatti continuando al loro avanzata nel Nord con l’intento di imporre un califfato ultraconservatore tra Iraq e Siria basato sulla sharia, la legge islamica e penetrando in territori controllati dai curdi che finora si erano opposti efficacemente alle offensive degli estremisti islamici .
La città Wana rischia ora di diventare un caposaldo strategico per l’Isis in quanto situata nei pressi della diga di Chambarakat lapiù importante del Paese sul fiume Tigri. Gli jihadisti avrebbero preso anche il campo petrolifero di Ain Zalah con la raffineria adiacente. Intanto il patriarca caldeo di Baghdad Louis Raphael Sako
ha ringraziato Francia e Bahrein per la loro disponibilità ad accogliere i rifugiati in fuga da Masoul «lasciare la nostra patria – ha detto – significa distruggere la memoria della nostra lunga storia». Sako riferisce di famiglie di sfollati che non hanno più nulla « i jihadisti li hanno derubati di tutto e sono in una situazione di precarietà, dolore, urgenza». Sulle loro case, prima di essere costretti alla fuga da Mosul, l’Isis ha tracciato la «n» di nasara (nazareni) per indicarne la diversa confessione religiosa. Un sostegno sul campo sta giungendo attraverso la Caritas italiana: 12 villaggi della pianura  di Ninive e nel settore di Alqosh dove stazionano al momento 2.550 famiglie. La situazione rimane fuori da ogni controllo secondo le Nazioni Unite solo a luglio in Iraq sono morte 1.737. Quasi duemila i feriti.

Redazione