Agenzie governative cinesi boicottano Apple per “problemi di sicurezza”

Proteste contro Apple per migliori condizioni di lavoro in Cina (Getty images)
Proteste contro Apple per migliori condizioni di lavoro in Cina (Getty images)

Nell’ambito di una campagna di propaganda contro i colossi americani della tecnologia, il governo cinese ha deciso di vietare ai suoi ministri, agenti federali e funzionari governativi di acquistare prodotti Apple per “problemi di sicurezza”. Pechino ha deciso di prendere misure più severe, in particolare contro Cupertino, soprattutto in seguito alle rivelazioni di Edward Snowden, secondo le quali Apple (che ha sempre smentito) e altre aziende americane avrebbero collaborato con le operazioni di spionaggio della Nsa e rivelato i dati di milioni di utenti.

Non più di un mese fa, la tv nazionale cinese si era schierata apertamente contro l’azienda di Tim Cook, accusandola di violare la privacy dei consumatori, ma aveva anche precisato che dietro questa mossa non vi fosse alcuna ragione politica.

Altri marchi informatici stranieri vietati da Pechino sono quello russo di Kaspersky Lab, l’americana Symantec e anche alcuni programmi Microsoft, mentre Cisco, Google e Ibm sono prese di mira in questi giorni dalla stessa propaganda negativa.

Dal canto suo, Apple, per la quale la Cina rappresenta il secondo mercato al mondo per importanza, non sembra risentire particolarmente di questa mossa: i contratti governativi rappresentano infatti solo una minima parte degli enormi proventi effettuati nel Paese asiatico, nel quale i consumatori sono ancora fortemente attratti dal marchio della “mela”.

Intanto, negli Usa, le agenzie governative potrebbero presto abbandonare Blackberry per la fornitura del parco tecnologico ai propri dipendenti, favorendo invece Apple, Samsung e Lg.

Redazione