Australia. Si indaga sul padre di Gammy per la salvaguardia della bambina adottata

Gammy e la madre thailandese Pattaramon Chanbua in ospedale (Getty images)
Gammy e la madre thailandese Pattaramon Chanbua in ospedale (Getty images)

Fa ancora discutere il caso di Gammy, il bambino nato con la sindrome di down da  madre surrogata e respinto, al contrario della piccola sorella gemella nata sana, dalla famiglia australiana che aveva richiesto la fecondazione. Sulla vicenda – che nel frattempo si è arricchita di evoluzioni e di nuove notizie relative alla famiglia adottiva che ha respinto Gammy – le autorità australiane hanno ora aperto un fascicolo d’indagini.

Ad interessare il Dipartimento per la protezione minori australiano sono in particolare le 22 accuse di violenza sessuale su minorenni che il padre di Gammy e della bambina che è stata accettata ha all’attivo. Proprio tali trascorsi potrebbero, secondo le autorità, essere motivo di dubbio sulla salvaguardia della piccola nata da madre surrogata che la famiglia ha al momento in custodia.

La stessa Pattaramon Chanbua, la tailandese che ha offerto il proprio utero per portare a termine la gravidanza, ha richiesto che, se vengono confermate le notizie relative all’attitudine pedofila del padre, preferirebbe ricevere indietro la bambina.

Intanto sul tema è intervenuto anche uno dei tre figli che l’uomo ha avuto da un precedente matrimonio. “Ha commesso degli errori e noi l’abbiamo accettato[…] Posso dirvi che è stato un buonissimo padre con noi. E’ splendido ed ha tirato fuori il meglio da ognuno di noi. Ci ha messo 10 anni prima di riprendere in mano la propria vita, ma l’ha fatto e bene, ma questa vicenda sta distruggendo tutto”, ha dichiarato alla stampa il figlio.

 

Redazione online