Ebola, l’epidemia non si ferma: 108 nuovi casi in due giorni. In Liberia cadaveri abbandonati nelle strade

Locandine informative per virus ebola, in un centro in Liberia (Getty images)
Locandine informative per virus ebola, in un centro in Liberia (Getty images)

Il primo malato di ebola arriva in Europa. E’ un missionario spagnolo di 75 anni rimpatriato con un aereo militare dalla Liberia dove ha contratto il virus. E proprio in Liberia il contagio sembra inarrestabile. Il sistema sanitario è al collasso e il governo ha chiesto alla popolazione di restare in casa. Ma il panico è tale che i familiari, nel timore di contrarre il virus, spostano i cadaveri delle vittime in strada «Meno della metà dei contagiati sopravvive al virus e così molti –ha spiegato il ministro liberiano Lewis Brown – ritengono che restare isolati sia una trappola mortale. In realtà portando via i cadaveri senza precauzioni si espongono al contagio. Stiamo chiedendo a tutti di lasciarli in casa e aspettare che li preleviamo». In molti altri casi il contagio avviene ai funerali, quando i familiari toccano i corpi dei congiunti per un ultimo saluto. Per questa ragione il governo liberiano ha annunciato che le vittime di Ebols dovranno essere cremate. Secondo il bollettino aggiornato dell’ Organizzazione mondiale della sanità in due giorni, dal 2 al 4 agosto, si sono registrati 108 nuovi casi di Ebola e 45 decessi in Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone.
La British Airways ha deciso la sospensione fino al 31 agosto di tutti i voli per Liberia e Sierra Leone, mentre lo scalo tedesco di Francoforte ha rafforzato i controlli.

Redazione