Iraq, Obama autorizza raid aerei

Jihadisti in Siria (BULENT KILIC/AFP/GettyImages)
Jihadisti in Siria (BULENT KILIC/AFP/GettyImages)

A causa del precipitare della situazione irachena, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dato il via libera ai raid aerei contro i miliziani islamisti dell’Isil (lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante) e allo stesso tempo ha dato disposizione per il lancio aereo di aiuti umanitari alle popolazioni in fuga, in particolare cristiani. Il presidente Usa ne ha dato annuncio in diretta tv, spiegando che si tratta di “raid mirati” e che non ci sarà un’altra guerra degli Stati Uniti in Iraq.

L’intervento militare americano, ha detto Obama, è stato disposto su richiesta del governo iracheno per impedire il “massacro” dei civili. L’obiettivo è “colpire i terroristi islamici, proteggere il personale americano in Iraq ed evitare un potenziale genocidio”. ha detto il presidente Usa. “Non potevamo chiudere gli occhi”, ha sottolineato.
Una nuova avanzata dei miliziani dell’Isil, secondo Obama, potrebbe mettere in pericolo la città di Erbil, nel Kurdistan iracheno, minacciando in questo modo gli interessi americani, poiché in quella zona lavora personale Usa. Tuttavia, nessun soldato statunitense verrà inviato in Iraq, ha precisato Obama: “Non permetterò che gli Stati Uniti siano trascinati in un’altra guerra in Iraq”.

Secondo alcune fonti curde, i raid Usa sarebbero già iniziati, mentre il New York Times e il Wall Street Journal riferiscono che alcune postazioni di jihadisti dell’Isil sarebbero già state colpite nel nord dell’Iraq, vicino alla città curda di Erbil. Tuttavia il Penatgono ha smentito l’avvio dei raid, parlando di notizie “assolutamente false”.

Ieri, la Francia aveva sollecitato una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla crisi in Iraq. Il Consiglio Onu con una dichiarazione approvata all’unanimità ha chiesto alla comunità internazionale di sostenere il governo iracheno, condannando le violenze dell’Isil e quella che viene definita una vera e propria “persecuzione” delle minoranze religiose in Iraq.

Dal canto suo, il governo britannico ha fatto sapere che non parteciperà alle operazioni militari Usa in Iraq. “Apprezziamo l’intenzione di Washington di fornire aiuti agli iracheni che si trovano in condizioni disperate e stanno cercando di fuggire dai terroristi dell’Isi”», ha detto la portavoce di Downing Street, “ma la Gran Bretagna non sta pianificando nessuna azione militare”.

I miliziani jihadisti in Iraq appartengono all’Isil o Isis, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante o della Siria (da qui la differenza di acronimo), stando all’obiettivo di creare un califfato islamico dall’Iraq alla Siria.

Redazione