Mario Draghi sul Pil dell’Italia: “E’ arrivato il momento di cedere sovranità all’Europa” Renzi: “Sono d’accordo. Con le riforme l’Italia tornerà a volare”

Mario Draghi (Getty Images)
Mario Draghi (Getty Images)

All’indomani dei dati sul Pil negativo dell’Italia Mario Draghi numero uno della Bce ha dichiarato: “Uno dei componenti del basso Pil italiano è il basso livello degli investimenti privati. Questo è dovuto “all’incertezza sulle riforme, un freno molto potente”. Su queste premesse Draghi conclude: “Per i Paesi dell’Eurozona è arrivato il momento di cedere sovranità all’Europa per quanto riguarda le riforme strutturali” almeno per quei Paesi, come l’Italia, che non riescono ad adeguarsi al cambiamento. Per questi, suggerisce Draghi, è meglio che intervenga direttamente l’Europa da Bruxelles. Da mesi la Bce chiede di intensificare le riforme strutturali e “non disfare i progressi fatti nel consolidamento di bilancio”, con misure favorevoli alla crescita. Draghi ha sottolineato come “i Paesi che hanno fatto programmi convincenti di riforma strutturale stanno andando meglio, molto meglio di quelli che non lo hanno fatto o lo hanno fatto in maniera insufficiente”.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha bene accolto le parole del numero uno della Bce: “Io sono d’accordo con Draghi. Il presidente della Bce ha detto una cosa sacrosanta: abbiamo bisogno di rimettere in ordine l’Italia per farla diventare più competitiva. Per questo motivo servono le riforme. Con le quali l’Italia torna a crescere e a volare”.

La Banca Centrale Europea ha intanto lasciato invariati tassi al minimo storico dello 0,15%. “Il consiglio della Bce – ha dett Draghi – è unanimemente determinato a usare anche misure non convenzionali se fosse necessario, come il Quantitative Easing, cioè l’acquisto di bond su larga scala. Gli interventi riporteranno l’inflazione verso l’obiettivo del 2%. Gli ultimi dati sull’area euro confermano il quadro di prosecuzione di “una ripresa moderata e diseguale” assieme a “bassa inflazione e dinamiche sommesse del credito”.

Nel corso della stessa giornata il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha riferito alla Camera dei Deputati sulla spending review. Sulla politica economica del Governo ha dichiarato: “E’ prematuro abbandonarsi a valutazioni sull’impatto degli 80 euro a soli tre mesi dalla sua introduzione. Il provvedimento per produrre effetti significativi sulle decisioni di spesa deve essere “deve essere credibile e permanente”. Pertanto nella legge di stabilità saranno “trovate coperture strutturali” ha detto. La spending review rimane indispensabile per la crescita haribadito il Ministro, altrimenti si dovrà provvedere alla revisione delle agevolazioni e delle detrazioni fiscali: i conti pubblici dovranno migliorare di 3 miliardi nel 2015, 7 nel 2016 e 10 nel 2017, ha sottolineato il ministro .

Redazione