Uganda: la Procura fa ricorso contro l’annullamento della legge anti-gay

Manifestazione a favore degli omosessuali in Uganda (ISAAC KASAMANI/AFP/Getty Images)
Manifestazione a favore degli omosessuali in Uganda (ISAAC KASAMANI/AFP/Getty Images)

Dopo che la Corte Costituzionale ugandese ha annullato per questioni di forma la durissima legge contro gli omosessuali, che prevedeva pene fino all’ergastolo, la Procura generale del Paese ha deciso di fare ricorso contro la sentenza. “Non siamo soddisfatti della decisione della Corte e abbiamo fatto appello”, ha dichiarato il procuratore generale Fred Ruhinda.

La Corte Costituzionale nei giorni scorsi aveva annullato la legge anti-gay approvata dal parlamento ugandese nel dicembre del 2013, per violazione della procedura prevista dalla Costituzione a causa del mancato raggiungimento del quorum richiesto alla Camera e dunque da considerarsi “nulla”.

La legge anti-gay dell’Uganda era stata approvata dal parlamento nel dicembre del 2013 e poi promulgata dal presidente Yoweri Museveni a febbraio di quest’anno. Ritenuta una delle più repressive al mondo, vietava di parlare in pubblico di omosessualità, anche tra i gruppi di attivisti per i diritti civili, rendeva obbligatoria la denuncia degli omosessuali alla polizia e prevedeva pene fino all’ergastolo per i recidivi. La durezza della normativa aveva sollevato le proteste delle comunità di LGBT nel mondo e le condanne dei governi dei paesi democratici.

Redazione

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