Moody’s bacchetta l’Italia: Pil 2014 -0,1%, rischio deficit, riforme difficili

L'insegna di Moody's nella sede di New York (Foto: EMMANUEL DUNAND/AFP/GettyImages)
L’insegna di Moody’s nella sede di New York (Foto: EMMANUEL DUNAND/AFP/GettyImages)

L’agenzia internazionale di rating Moody’s torna a bacchettare l’Italia per via del cattivo andamento della nostra economia. Oggi Moody’s ha rivisto al ribasso le stime sul Pil italiano per il 2014, in seguito alla diffusione la scorsa settimana, dei dati Istat che hanno certificato una nuova recessione per il nostro Paese, con il Pil a -0,2% nel secondo trimestre. Moody’s prevede che il Pil dell’Italia si attesterà a fine 2014 a -0,1%, rispetto alla precedente stima del +0,5%. A causa di questa contrazione del Prodotto interno lordo, spiega Moody’s, l’Italia non raggiungerà gli obiettivi fissati dal governo sul rapporto deficit/Pil, che dovrebbe attestarsi quest’anno al 2,7%, mentre per il 2015 è previsto addirittura in ulteriore aumento. L’Italia invece, in base agli accordi europei sul Fiscal Compact cui ha aderito nel 2012, dovrebbe raggiungere il pareggio di bilancio.

Stante questa situazione economica, il nostro Paese incontrerà difficoltà nella riduzione del deficit e del debito pubblico, soprattutto sarà “politicamente più arduo implementare misure economiche strutturali”. Anche il cammino delle riforme rischia pertanto di essere compromesso. Secondo Moody’s, “l’Italia è rimasta indietro rispetto ad altri paesi periferici dell’area euro nelle riforme strutturali” e ora la crescita più debole del previsto “complica il passaggio e la realizzazione dell’agenda di riforme strutturali del governo Renzi”. L’agenzia di rating osserva che il piano di riforme del governo “è ambizioso”, ma “la lentezza nella sua attuazione suggerisce che la popolarità del governo (dimostrata dai risultati delle ultime elezioni europee) non si è ancora tradotta in uno slancio politico funzionale a legiferare e attuare una più ampia base di riforme”.

“La lentezza e la carenza di performance da un punto di vista fiscale è destinata ad aumentare le tensioni tra l’Italia e alcuni suoi partner europei, in particolare la Germania”, conclude Moody’s.

Redazione