Sala di controllo dell'Agenzia Spaziale Europea (BORIS ROESSLER/AFP/Getty Images)

Sala di controllo dell’Agenzia Spaziale Europea (BORIS ROESSLER/AFP/Getty Images)

La missione di Rosetta, sonda partita da una sperimentazione dell’Esa (l’Agenzia Spaziale Europea), è ora all’apice del suo percorso. Posizionatasi in corrispondenza della coda della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, Rosetta sta ora iniziando a raccogliere materiale da analizzare per meglio comprendere la conformazione del corpo celeste.

All’interno della sonda sono presenti, in particolare, vari tipi di macchinari in grado di captare informazioni e raccogliere detriti utili ad effettuare indagini di laboratorio. Tra questi il robot Giada, sviluppato e costruito grazie al lavoro della studiosa italiana Alessandra Rotundi dell’Università Parthenope di Napoli, sta al momento, secondo le informazioni giunte in queste ore, inglobando materiale ed ha al suo interno quattro grani della coda di 67P/Churyumov-Gerasimenko.

Il monitoraggio di Giada sarà utile per analizzare la composizione della cometa e per preparare il terreno al lavoro di un lander che si sta apprestando a trivellare la superficie del corpo per indagarlo in profondità.

 

Redazione online