Ebola, l’Organizzazione Mondiale della Sanità “Ogni aeroporto internazionale è a rischio”

 

Il direttore generale dell'OMS Margaret Chan (ALAIN GROSCLAUDE/AFP/Getty Images)
Il direttore generale dell’OMS Margaret Chan (ALAIN GROSCLAUDE/AFP/Getty Images)

“Ogni città con un aeroporto internazionale è a rischio Ebola” lo afferma Margaret Chan direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in un messaggio per le missioni Onu nel mondo. “Il virus Ebola può essere diffuso attraverso i viaggi, mettendo ogni città con un aeroporto internazionale a rischio di casi importati in quanto più di un milione di persone vivono nelle zone più colpite. Intanto si apprende che una donna nigeriana con i sintomi del virus è stata posta in isolamento al suo arrivo all’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul. La donna, 32 anni, viaggiava in un volo della Turkish Airlines proveniente da Lagos in Nigeria. La donna avrebbe dovuto imbarcarsi in un volo per Barcellona. Il virus ha fatto finora mille vittime accertate creaando gravi ripercussioni economiche
Ieri il comitato di esperti riuniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato l’uso dei farmaci non testati per combattere l’epidemia di Ebola “Nelle particolari circostanze di questa epidemia e a determinate condizioni, crediamo sia etico offrire interventi non ancora testati” ha detto l’Oms in una nota, tuttavia “l’equità della distribuzione non può essere garantita perché sono disponibili poche dosi» spiega al New York Times Marie-Paule Kieny, medico dell’Oms. Dopo gli Stati Uniti ha risposto al via libera con l’invio di un siero sperimentale ZMapp in Liberia anche il Canada ha offerto un vaccino sperimentale contro il virus ai Paesi africani. A riferirlo è stata l’agenzia di sanità pubblica canadese. “La consideriamo una risorsa globale e discuteremo dell’uso migliore per questo vaccino sperimentale” ha dichiarato il dottor Gregory Taylor, vicedirettore dell’agenzia, che discuterà le possibili opzioni con i partner internazionali e l’Oms nei prossimi giorni,secondo quanto riferito dal Canadian Press. Rona Ambrose, ministro della Salute canadese ha dichiarato: “Sono contenta di poter offrire il vaccino sperimentale sviluppato dai ricercatori canadesi come risorsa globale per aiutare a combattere l’epidemia” ha detto, aggiungendo che saranno donate all’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le 800 e le mille dosi, lasciandone una piccola quantità in Canada per ulteriori studi ed eventuali casi negli ospedali locali. Dieci dosi del vaccinoo sono già state spedite a un ospedale di Ginevra, su richiesta dell’Oms e di Medici senza frontiere.