Ucraina: si dimette leader filorussi di Lugansk. Si avvicina alla frontiera il convoglio russo di aiuti umanitari

Valery Bolotov (Getty images)
Valery Bolotov (Getty images)

Nuovi sviluppi sul fronte dell’Ucraina dell’est dove il leader dell’autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk, Valeri Bolotov , si è dimesso, a causa di una ferita.
Secondo quanto riportano le agenzie, sarebbe stato chiesto a Igor Plotnitski, attuale “ministro della Difesa”, di diventare il nuovo “governatore popolare”.

“Non lascerò il fronte, sono di Lugansk e continuerò a combattere per i nostri comuni ideali”, ha dichiarato Bolotov.

La città è circondata dall’esercito ucraino che, nelle ultime settimane, ha sferzato un’offensiva mirata ad espugnare i separatisti dalle loro roccaforti.
Lugansk è stata isolata dalle altre città della regione del Donbass, al confine con la Russia, tra cui Donetsk, in modo che i miliziani filorussi non abbiano accesso ai rifornimenti: è il dodicesimo giorno che Lugansk è senza elettricità e acqua corrente. Tanto che la stessa Croce Rossa Internazionale ha lanciato un allarme sostenendo che la situazione è critica.

Il Comune di Lugansk, dove sono attesi gli aiuti umanitari russi, ha reso noto che l’esercito di Kiev ha bombardato una zona della città provocando il decesso di “molti civili”. Secondo un primo bilancio si parla di una settantina di vittime.

Ad oggi, il conflitto ad est del paese, iniziato circa 4 mesi fa, ha provocato il decesso di 2.000 persone: è quanto ha annunciato questa mattina l’Onu.

Intanto la tensione internazionale è ai massimi livelli con il convoglio russo di aiuti umanitari che si sta avvicinando alla frontiera ucraina.
Se il convoglio attraversa il confine, la mossa potrebbe essere considerata dall’Ucraina come una dichiarazione di guerra, in quanto il governo di Kiev aveva detto che l’operazione umanitaria non era appoggiata dall’Ucraina e che pertanto i camion con i rifornimenti dovevano fermarsi alla frontiera affinché gli aiuti fossero trasferiti su altri mezzi sotto controllo dell’esercito ucraino.
Il convoglio dovrebbe fermarsi a Starobilsk, una cittadina controllata dalle truppe di Kiev a 97 chilometri a nord di Luhansk, dove il carico sarà preso dal Comitato internazionale della Croce rossa che ha dichiarato che “Ucraina e Russia ancora devono chiarire le procedure per il passaggio del confine e per l’ok della dogana”, sottolineando chee “l’invio di aiuti non deve essere politicizzato”.
“Gli aiuti per Lugansk passano attraverso un posto di frontiera vicino a questa città. I doganieri, le guardie di frontiera ucraine e i rappresentanti dell’Osce ispezionano il carico alla frontiera russo-ucraina. Il convoglio prosegue poi nel territorio controllato dai ribelli, dove all’arrivo a Lugansk sarà distribuito dalla Croce Rossa”, ha spiegato il portavoce, Sviatoslav Tsegolko.

Ma il quotidiano Telegraph riferisce che uno dei mezzi dei circa 280 camion del convoglio russo sarebbe improvvisamente scomparso. Al contempo, il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha detto di non aver controllato il contenuto dei camion.
Permane ancora il timore che all’interno dei mezzi russi ci siano armi da fornire ai ribelli filo russi.

Per oggi è atteso in Crimea un discorso del presidente russo Vladimir Putin che dovrebbe illustrare le sue prossime mosse riguardo alla crisi in Ucraina.

Redazione