Iraq, i Ministri della Ue: “si alle armi per i curdi contro gli jihadisti”

Alto rappresentante politica estera Catherine Ashton  e il Segretario generale delgli Affari esteri Pierre Vimont (Getty images)
Alto rappresentante politica estera Catherine Ashton e il Segretario generale delgli Affari esteri Pierre Vimont (Getty images)

Mentre dall’Iraq arrivano notizie di nuovi massacri di yazidi e del rapimento di 100 donne da parte dei fondamentalisti dello Stato Islamico il consiglio straordinario dei ministri degli Esteri dell’Unione europea riunito a Bruxelles ha dato un primo parere favorevole affinché i singoli Stati membri accolgano le richieste curde per ricevere armi nella lotta contro gli integralisti dell’Isis. Tuttavia, puntualizza il consiglio Ue, la risposta dei singoli Stati dovrà avvenire nel rispetto delle possibilità e delle leggi nazionali e «con il consenso delle autorità irachene nazionali». La pronuncia da parte dell’autorità comunitaria era stata sollecitata dal Ministro degli Esteri italiani Federica Mogherini dopo aver ricevuto la richiesta di sostegno militare da parte della autorità di Arbil, capoluogo del Kurdistan iracheno. Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ha sostenuto l’iniziativa della Mogherini ed ha annunciato la disponibilità di Parigi a consegnare “armi sofisticate” ai curdi, giudicati i soli in grado di opporsi ai miliziani dello Stato Islamico. La Mogherini ha spiegato che per «la decisione politica è necessario il passaggio parlamentare» una volta stabilito «il quadro di riferimento europeo» come accaduto nel corso della riunione a Bruxelles. La Mogherini ha sottolineato che l’operazione avverrà  “in accordo con il governo iracheno a Baghdad”. La Ue ha constatato la necessità di un’azione urgente per facilitare l’accesso alle popolazioni in pericolo ed ha raggiunto una posizione comune sugli aiuti umanitari dando il via libera a un ponte aereo con l’Iraq del nord, assediato dai terroristi dell’Isis. Con riferimento alle tensioni delle ultime settimane a Bagdad, l’Alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, ha inoltre auspicato una “maggiore stabilità politica” nel Paese ora che al Maliki si è fatto da parte.

Redazione