Papa Francesco ai Paesi dell’Asia “I cristiani non vengono per conquistare”

Papa Francesco (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Papa Francesco (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

“Spero fermamente che i Paesi del vostro Continente con i quali la Santa Sede non ha ancora una relazione piena non esiteranno a promuovere un dialogo a beneficio di tutti”. Papa Francesco si è rivolto così ai vescovi dell’Asia, 68 presuli da 35 paesi riuniti nel santuario di Hemi, 90 chilometri a sud di Seul, uno dei luoghi simbolo delle persecuzioni anticristiane. Bergoglio facendo chiaramente riferimento a Cina, Corea del Nord, Laos e Vietnam ha detto che i governi non devono aver paura: “I cristiani – ha detto, non per conquistare, ma per essere parte di un dialogo e della società; la cosa importante è camminare insieme. I cristiani non vengono come conquistatori, non vengono a toglierci la nostra identità. Ci portano la loro, ma vogliono camminare con noi. Il dialogo richiede da noi un autentico spirito contemplativo, di apertura e di accoglienza dell’altro. Non posso dialogare se non busso alla porta dell’altro. Apertura. Di più: accoglienza. Vieni a casa mia, tu” ha detto il Papa “Questa capacità di empatia ci rende capaci di un vero dialogo umano, nel quale parole, idee e domande scaturiscono da una esperienza di fraternità e di umanità condivisa. Se vogliamo andare al fondamento teologico di questo, andiamo al Padre: ci ha creato lui, siamo figli dello stesso Padre”. Francesco tornerà in Asia a gennaio, in Sri Lanka e nelle Filippine. Nel volo che lo ha portato in Corea è stato il primo Papa ad attraversare lo spazio aereo cinese, un permesso che nell’89 non fu accordato a Wojtyla. Dall’aereo ha inviato al presidente Xi Jinping un telegramma con le «benedizioni divine di pace e benessere sulla nazione».

Redazione