Cina, cambiano le regole per i manger pubblici. Sì agli stranieri

Membri del Politburo (Feng Li/Getty Images)
Membri del Politburo (Feng Li/Getty Images)

Il presidente cinese Xi Jinping ha approvato una riforma che prevede il taglio fino al 50% degli stipendi ai manager delle imprese statali in particolare per quelli che operano nel settore bancario e finanziario. La riforma prevede in un secondo momento il graduale cambiamento delle loro funzioni e il graduale aumento delle loro responsabilità, fino allo collocazione dei manager nei centri strategici e decisionali. Secondo la riforma la gestione della ordinarie attività statali potrà essere affidata ai manager internazionali. Il principio è che al vertice delle aziende statali e nel loro board vengano insediati stabilmente funzionari di nazionalità per l’attuazione delle direttive del governo centrale; in posizione subordinata gli stranieri che potranno tuttavia rivestire incarichi meno prestigiosi e riguardanti attività di ordinaria gestione. Attualmente molti dei manager interessati dai tagli hanno nella nomenklatura cinese uno status simile a quello di vice ministro o ministro ma sono molto più pagati dei politici, di cui tuttavia non hanno i privilegi.