Il Cremlino decide di riprende le importazioni alimentari dall’Occidente. Continuano le ispezioni sulla McDonald

Sergey Lavrov
Sergey Lavrov Ministro degli Esteri della Russia

Il Cremlino decide di riprendere l’importazione di latte e latticini, avannotti di salmone e trota, patate, cipolle e piselli da semina. L’improvviso cambio di strategia di Mosca avviene due settimane dopo che la Russia aveva annunciato il blocco dei prodotti alimentari e agricoli da Ue, Usa, Canada, Australia e Norvegia per rispondere alle sanzioni decise dell’Occidente per il coinvolgimento di Mosca nella crisi Ucraina.
Se il Cremlino decide di abbassare il livello dello scontro sul fronte dei commerci internazionali non sembra placarsi invece l’offensiva delle autorità russe nei confronti dell’americana McDonald. Dopo la chiusura provvisoria di alcuni fast food disposti dell’agenzia russa per la sicurezza dei consumatori, la Rospotrebnadzor , oggi sono state avviate nuove ispezioni nei ristoranti della catena americana a Ekaterinburg, nella regione di Sverdlovsk. Secondo la Reuters sarebbero prossimi dei controlli nella regione del sud del Krasnoda a partire dalla prossima settimana. Non è stato reso noto il numero dei fast food coinvolti. Secondo la Rospotrebnadzor le ispezioni sarebbero state decise in seguito alle lamentele dei clienti sulla qualità dei prodotti. L’agenzia russa Rospotrebnadzor ha spiegato che i fast food hanno dovuto chiudere immediatamente senza aspettare, come di routine, di correggere le violazioni contestate dalla Rospotrebnadzor in quanto i controlli sui McDonald’s sono stati ordinati dal governo centrale. Una circostanza che sembra dare fondamento alle tesi per cui le ispezioni disposte sulla McDonald sarebbero una risposta politica alle sanzioni Usa imposte alla Russia per la crisi ucraina.

Redazione