Ebola, denuncia di Emergency: “A Freetown attivo solo nostro ospedale”

Gino e Cecilia Strada (foto DAVIDE BERETTA/AFP/Getty Images)
Gino e Cecilia Strada (foto DAVIDE BERETTA/AFP/Getty Images)

Ospedali in ginocchio, in Sierra Leone, a causa del virus Ebola; a denunciarlo, Emergency, l’organizzazione umanitaria fondata da Gino Strada, che in una nota ha spiegato come nell’area della capitale Freetown, “il nostro Centro chirurgico e il nostro Centro pediatrico sono rimaste le uniche strutture sanitarie pienamente funzionanti”, mentre “l’ospedale pediatrico locale, Ola During Children Hospital, è chiuso; il Connaught Hospital lavora in modo discontinuo a causa dell’assenza del personale medico e infermieristico, spaventato dal diffondersi del contagio e dalla paura di contrarre il virus”.

“A causa dell’emergenza Ebola, il già debolissimo sistema sanitario della Sierra Leone sta collassando. A subirne le conseguenze è la popolazione che non riesce ricevere le cure di cui ha bisogno: malaria, tifo, infezioni, urgenze chirurgiche continuano a essere un problema quotidiano per la popolazione che però non trova più nessun genere di assistenza nelle strutture sanitarie pubbliche”, scrive ancora Emergency, ricordando come “continuiamo a garantire cure chirurgiche e pediatriche, essendo l’unico punto di riferimento funzionante rimasto in città”.

Racconta Luca Rolla, coordinatore del Programma in Sierra Leone: “Ieri pomeriggio abbiamo ricevuto un bambino di 2 anni incosciente per malaria cerebrale. L’abbiamo sottoposto alla terapia antimalarica. Verso sera, quando finalmente era emodinamicamente stabile, abbiamo deciso di trasferirlo all’Ola During Children Hospital perché il nostro ospedale era strapieno. Al nostro arrivo, abbiamo trovato il cancello chiuso: ci è stato detto che non c’era nessuno”.

Redazione online