Morte Foley, i media Usa: “Terroristi chiesero riscatto”

Membro di gruppo jihadista (Getty images)
Membro di gruppo jihadista (Getty images)

Nuovi particolari, talvolta discordanti, stanno arrivando in queste ore dagli Usa riguardo la morte del reporter James Foley, decapitato in una brutale esecuzione da parte degli jihadisti dell’Isis. L’ad del Global Post, giornale per cui lavorava l’ucciso, Philip Balbioni, ha confermato l’esistenza di un’email di minacce inviata dai sequestratori ai familiari di Foley, appena una settimana fa, in cui si annunciava l’esecuzione, ma – a detta del manager del giornale – non si chiedeva alcuna forma di riscatto.

Balbioni ha solo confermato che milioni di dollari, anche attraverso l’assunzione dell’incarico da parte di contractor privati specializzati in sicurezza internazionale, sono stati spesi dal suo giornale al solo scopo di riportare Foley a casa. Secondo il New York Times, però, il riscatto sarebbe stato chiesto, ma la Casa Bianca si sarebbe rifiutata di pagarlo; stessa tesi sostenuta dal Wall Street Journal, che parlano addirittura di cifre intorno ai 100 milioni di euro.

La BBC ha intanto intervistato il giornalista francese Nicolas Henin, che con Foley è stato sotto sequestro per mesi, il quale ha ricordato: “In quelle circostanze si sviluppa un istinto di sopravvivenza per cui si arraffa tutto quello che si può. Ma lui condivideva tutto con gli altri: coperte, cibo. Tutto. Essendo americano veniva probabilmente preso di mira di più dai carcerieri. Come una sorta di capro espiatorio”.

Redazione online