Italiane rapite in Siria, il governo: “Non ci risulta siano in mano all’Isis”

Jihadisti in Siria (BULENT KILIC/AFP/GettyImages)
Jihadisti in Siria (BULENT KILIC/AFP/GettyImages)

Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due ragazze italiane rapite in Siria delle quali non si hanno più notizie ormai da fine luglio, non sarebbero in mano ai miliziani jihadisti dell’Isis; a sottolinearlo, all’agenzia Ansa, è il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, smentendo dunque la notizia riportata dal “The Guardian”, che ieri aveva spiegato che ci sarebbero anche le due italiane tra i quattri rapiti detenuti dagli jihadisti nei pressi di Aleppo.

In precedenza, un articolo apparso sul quotidiano panarabo al-Quds al-Arabi aveva spiegato che le due ragazze “stanno bene”. Non particolarmente allarmato sembra essere Salvatore Marzullo, padre di Vanessa, interpellato sempre dall’Ansa: “Il fatto che non siano in mano all’Isis per noi non è una smentita, perché mai avevamo avuto conferme ufficiali che lo fossero: dalla Farnesina l’unica cosa che continuano a ripeterci è che dobbiamo avere tanta pazienza”.

“Finora quelle che girano sono solo notizie di stampa di ufficiale e sicuro a noi non è stato comunicato nulla”, ha affermato ancora l’uomo, alle cui parole si aggiungono quelle di Roberto Andervill, cofondatore insieme alle due giovanissime cooperanti del progetto Horryaty: “Siamo preoccupati come il primo giorno: non abbiamo elementi per dare credito alla notizia sul fatto che Vanessa e Greta siano nelle mani dell’Isis”. Le parole di Andervill sono state riportate in un’intervista alla “Prealpina” e lanciano un messaggio chiaro: “L’unico modo di aiutare è il silenzio e far lavorare l’Unità di crisi: quando Greta e Vanessa saranno a casa poi si potrà raccontare tutto”.

Redazione online