Usa: amministrazione Obama valuta intervento contro Isil in Iraq e Siria

La Casa Bianca, Washington DC (El KEBIR LAMRANI/AFP/Getty Images)
La Casa Bianca, Washington DC (El KEBIR LAMRANI/AFP/Getty Images)

Secondo il quotidiano americano Washington post , l’amministrazione Obama sta valutando l’ipotesi di chiedere l’autorizzazione del Congresso per nuove azioni militari contro lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante, in Iraq e in Siria.

RICHIESTA INTERVENTO– In base alle indiscrezioni rivelate dal quotidiano, che cita una fonte dell’amministrazione, il mandato di Camera e Senato “darebbe una giustificazione legale interna all’uso illimitato della forza” contro i jihadisti.
Si apprende che i vertici militari americani hanno sollecitato al governo la possibilità di colpire le basi dei miliziani non solo nel nord dell’Iraq ma anche in Siria.
Il vice consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, Ben Rhodes , in una conferenza stampa, ha sostenuto che “ogni strategia per affrontare l’organizzazione Isil ha a che fare con entrambi i lati del confine in Iraq e Siria. Mentre Obama non ha ancora approvato simili raid, non ci faremo limitare dalle frontiere”.

Una richiesta formale ad azioni di questo tipo fu presentata al Congresso, nel 2001, per procedere contro al-Qaeda in Afghanistan e nel 2002 contro l’Iraq di Saddam Hussein.

POSIZIONI– La richiesta giunge all’indomani dell’intensificarsi del dibattito su come intervenire contro lo Stato islamico, dopo la decapitazione del giornalista americano James Foley e le minacce successive dell’Isis contro i paesi occidentali.
Inoltre, come riporta Tmnews, secondo le autorità statunitensi, l’uccisione di Foley sarebbe avvenuta in Siria. Lo stesso Rhodes ha definito la decapitazione del reporter un “attacco terroristico” contro gli Stati Uniti.
Giovedì scorso, il segretario alla Difesa Chuck Hagel aveva definito l’Isil “la minaccia più grande per gli Stati Uniti”, mentre il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Martin Dempsey, aveva sottolineato come i jihadisti sunniti possano essere sconfitti solo con raid contro le loro basi anche in Siria. Il presidente americano Barak Obama aveva invece affermato che l’Isil è “un cancro che va estirpato”.

GEPOLITICA– Come ricordano gli osservatori, l’intervento in Siria, rappresenterebbe un cambiamento radicale nella presa di posizione politica dell’amministrazione Obama, nei confronti del regime siriano di Bashar al-Assad .
Sul fronte dell’opposizione siriana coinvolta da tre anni in una guerra civile, i miliziani dell’Isil hanno anche loro cambiato strategia: oltre a combattere l’esercito regolare, come alleati degli insorti, hanno intrapreso una “jihad” personale muovendosi contro i curdi del nord della Siria, sconfinando in Iraq e contro altri fronti jihadisti, come il Jabat al-Nusra.

Redazione