Spedali Civili di Brescia: sequestro preventivo delle staminali, saltano le cure per Noemi

Cellula staminale (Getty Images)
Cellula staminale (Getty Images)

Secondo quanto ha riferito da poco Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation, “il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia Belleri ha telefonato personalmente al papà di Noemi per avvisare che non sarà fatta l’infusione perché i Nas di Torino hanno sequestrato le cellule staminali”.

A Noemi Sciarretta, la bambina di Guardiagrele affetta da atrofia muscolare spinale, dovevano infatti essere somministrate tali cellule martedì 26 agosto, in base al metodo Stamina.

Andolina, commentando il nuovo provvedimento emesso dalla Procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta del pm Raffaele Guariniello sulla fondazione di Davide Vannoni, ha inoltre precisato che “le infusioni sono bloccate. Sembra che ormai sia reato ottemperare alle sentenze dei tribunali”.

Il sequestro preventivo di apparecchiature e cellule staminali è stato disposto all’interno del documento di circa 80 pagine del gip Francesca Christillin del Tribunale di Torino, che ha così accolto la richiesta del pm Raffaele Guariniello finalizzata ad impedire la prosecuzione di “attività delittuose”. La custodia di quanto sequestrato è affidata nel provvedimento al direttore della struttura sanitaria.

Nelle carte del procedimento a carico di Davide Vannoni e altri 12 indagati è inoltre sottolineato che in Italia 172 giudici hanno negato l’accesso dei pazienti alla metodica Stamina, mentre 164 si sono detti a favore. I loro provvedimenti, tuttavia, “al di là del rispetto che gli è dovuto”, hanno “finalità autonome e distinte” e non intervengono sulla “legittimità o non legittimità delle attività delittuose” ma su altri aspetti, precisa il provvedimento del gip.

Redazione