Ebola, la strage dei medici: 240 contagiati, 120 morti

Reparto malattie infettive di Medici senza frontiere (Getty images)
Reparto malattie infettive di Medici senza frontiere (Getty images)

Un medico liberiano malato di Ebola trattato con un siero sperimentale americano è morto la notte scorsa: lo ha annunciato oggi il ministro liberiano dell’Informazione Lewis Brown. Il dottor Abraham Borbor «ha mostrato segni di miglioramento ma alla fine è deceduto», ha detto il ministro. Due altri medici trattati che hanno ricevuto il siero Zmapp «sono ancora sotto trattamento e ci sono segni di speranza», ha aggiunto il ministro. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono 240 operatori sanitari sono stati contagiati in Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone, e più di 120 sono morti”. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità che ricorda i medici, gli infermieri e gli altri operatori infettati dal virus come “eroi nazionali” . Intanto William Pooley, 29 anni, il primo cittadino britannico affetto dal virus che nella notte è arrivato dall’Africa all’Inghilterra con un volo speciale ed è stato ricoverato in una unità altamente isolata al Royal Free Hospital di Londra. A rivelaro è il Daily Mail.
Nel corso di una conferenza stampa in Sierra Leone coordinatore Onu contro il virus Ebola David Nabarro, ha affermato che la lotta contro l’epidemia è una “guerra”. Nabarro ha precisato. “Spero che finisca entro sei mesi, non dobbiamo fermarci. Non abbiamo ancora vinto”. L’esplosione dei casi e delle morti provocati quest’anno dalla febbre emorragica Ebola non ha confronto rispetto alle 23 epidemie provocate dallo virus dal 1976 ad oggi in Africa. In questi 38 anni il virus letale ha colpito dieci Paesi africani, contagiando oltre 5.000 persone e uccidendone più di 3.000. Circa la metà dei casi e dei decessi si concentra però nel 2014. Prima di quest’anno il virus non era mai comparso in Nigeria, Sierra Leone, Liberia e Guinea.

Redazione