Federalberghi: denuncia all’Antitrust contro le recensioni fasulle di Tripadvisor

Turisti a Venezia (Getty Images)
Turisti a Venezia (Getty Images)

Tripadvisor, il famoso sito di recensioni di esercizi pubblici, sul quale gli utenti possono inviare il proprio giudizio su bar, alberghi e ristoranti in tutto il mondo, è spesso stata al centro delle critiche per la veridicità e l’accuratezza di quanto pubblica. Un’ulteriore accusa in questo senso le è stata mossa da Federalberghi, che ha portato ad esempio alcuni casi di recensioni fasulle riguardanti una struttura, l’Hotel Regency di Roma, che è chiusa da ben 7 anni: “il famoso sito americano non effettua nemmeno un controllo minimo. Per capire che si tratta di una bufala – spiega Federalberghi – sarebbe bastato uno sguardo al contenuto della recensione. Nonostante il cliente affermi che ci sono i lucchetti alle porte, che non c’è personale, che non ci sono ospiti, il sito accetta la dichiarazione attestante il soggiorno nel mese di giugno 2014 e pubblica il relativo giudizio. Un altro cliente, che dichiara di aver soggiornato al Regency nel marzo 2013, commenta le caratteristiche dell’ascensore, dell’impianto wi-fi, del personale, ed appioppa il relativo giudizio. Peccato che l’albergo fosse chiuso da quasi sei anni!”.

Tripadvisor prova a minimizzare l’entità del difetto, sostenendo che riguardi solamente una minoranza di casi, ma l’associazione di categoria cita alcuni ricercatori di Gartner, un famoso centro di ricerca americano, che stimano che le recensioni fasulle riguardino una percentuale oscillante tra il 10 e il 14% del totale. “Ciò significa che, se Tripadvisor pubblica più di cento milioni di recensioni, quasi quindici milioni sono truccate. In ogni caso – ribadisce Federalberghi – anche un singolo episodio, che a Tripadvisor può sembrare poca cosa, assume una dimensione rilevante per il cliente o per l’impresa che vede compromessa la propria reputazione”.

E’ questa la puntuale denuncia portata avanti dall’associazione degli albergatori all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, alla quale chiedono che il sito prenda al più presto provvedimenti per prevenire gli inganni nei confronti dei consumatori. A giorni, inoltre, saranno presentate ulteriori prove documentali a sostegno delle accuse.

Redazione