Iraq, Unicef: DDay umanitario per 700 mila profughi

Rifugiati iracheni (Getty images)
Rifugiati iracheni (Getty images)

Il rappresentante dell’Unicef in Iraq, Marzio Babille, ha rivelato all’Ansa, che è necessario un “D-Day umanitario” per sostenere i 700 mila profughi in fuga dalle violenze dell’Isis nel nord dell’Iraq.
Babille ha inoltre lanciato un appello alla comunità internazionale affinché sia costituita una zona protetta come quelle realizzate in Bosnia, con truppe sul terreno e che sia creato “un ponte aereo sistematico dall’Europa” per aiutare il Kurdistan iracheno, che si sta rivelando “l’unico baluardo dei diritti umani”, dando ospitalità a profughi di ogni etnia e religione.
Secondo le stime dell’Unicef, circa 440.000 civili hanno trovato rifugio nel Kurdistan dal mese di giugno, aggiungendosi ai 250.000 siriani che vi si erano rifugiati dall’agosto del 2013.

“In tutto, quindi il Kurdistan accoglie 700.000 profughi, rispetto a una popolazione residente di meno di cinque milioni”, ha dichiarato il rappresentante dell’Unicef che ha poi riferito che sono aumentati episodi di violenza che hanno coinvolto bambini.
Babille denuncia che a partire dallo scorso giugno, le violenze conto i bambini sono “quattro volte più numerosi che nei precedenti nove mesi”.
“Da parte della comunità internazionale ci sono state troppe indecisioni. Se non si interviene rischiamo una disintegrazione del Medio Oriente, e anche l’Europa ne pagherà le conseguenze”, ha poi concluso il rappresentante del’Unicef.

Redazione