Indipendenza Scozia, Cameron: “Un rischio per l’economia”

Premier britannico David Cameron (Getty images)
Premier britannico David Cameron (Getty images)

Si avvicina la data per il referendum sull’indipendenza in Scozia, indetto dal Governo scozzese in seguito ad un accordo tra il primo ministro scozzese Alex Salmond e il premier britannico David Cameron, previsto per il 18 settembre e nel rush finale si moltiplicano gli appelli pro e contro l’indipendenza.

Sul tema interverrà oggi a Glascow, il premier inglese che secondo i media locali ricorderà che l’indipendenza della Scozia è un rischio per l’economia.
Secondo le anticipazioni sul discorso di Cameron viene evidenziato che il premier ribadirà che quella britannica è una “economia di opportunità” che sostiene un milione di posti di lavoro in Scozia e “uno dei mercati unici più di successo al mondo”.

“La Scozia ha scambi commerciali col resto del Regno Unito che sono il doppio di quelli con tutto il resto del mondo, scambi commerciali che contribuiscono a sostenere un milione di posti di lavoro scozzesi. Per alcuni settori, la percentuale di scambi col Regno Unito è ancora più alta, il 90% dei clienti di servizi finanziari scozzesi sono in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord”, viene anticipato.

Intanto in Scozia continua lo scontro tra gli imprenditori a favore e quelli contrari all’indipendenza.
Ieri, alcuni top manager hanno lanciato un appello per dire “no” all’indipendenza, mentre oggi circa 200 presidenti e amministratori delegati hanno invece firmato una lettera, pubblicata sul quotidiano The Herald, in cui sostengono che un futuro prospero è possibile in una Scozia al di fuori del Regno Unito.
Fra i firmatari: il magnate dell’ingegneria Jim McColl e lo chef Andrew Fairlie.

“Spesso l’industria scozzese è considerata come una vacca da latte, e non come una parte strategicamente importante di una società più prospera e giusta. La Scozia deve guardare verso il mondo di opportunità che ci aspetta”, sottolineano gli imprenditori che sono convinti che l’indipendenza permetterà di rilasciare risorse che non sono state ancora adeguatamente sfruttate, di creare opportunità e posti di lavoro, rendendo così gli scozzesi più ricchi.

Redazione