Countdown 1000 giorni, Renzi: “La verificabilità sarà una rivoluzione politica”

Presidente del Consiglio, Matteo Renzi (Getty images)
Presidente del Consiglio, Matteo Renzi (Getty images)

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha incassato il successo della nomina del ministro degli esteri italiano Federica Mogherini, ad alto rappresentante della politica estera Ue, ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Chigi a Roma, per presentare il suo primo programma di riforme a lungo termine.

“Ci sono mille giorni da qui a fine maggio 2017. In questi mille giorni si vedrà se le proposte che abbiamo fatto troveranno concretizzazione o meno: giustizia civile, semplificazione e pubblica amministrazione e numerosi altri temi sui quali saremo giudicati”, esordisce il premier Renzi che ha poi reso noto che il “lavoro sarà coordinato da Graziano Del Rio e il ministro Maria Elena Boschi” e che pertanto viene attivato un sito “passodopopasso.italia.it” che sarà come un “countdown”: ovvero che ogni giorno, saranno inseriti elementi nuovi sulle attività parlamentari e scelte dei ministri ma nel quale è possibile anche stabilire un dialogo con i cittadini.
“Il sito avrà uno spazio di azione dei cittadini che potranno dire la loro e giudicarci”, assicura Renzi, ricordando come “in questi ultimi mesi abbiamo sempre aperto un dialogo e un confronto sui temi come giustizia, pubblica amministrazione o lavoro. Sul sito “ci saranno tutte le questioni aperte nel merito dei contenuti e sarà un’occasione di dialogo e dibattito. Siamo interessati che il dibattito giustizia prosegua, se c’è un elemento caratteristico nostro e che per ciascun argomento abbiamo sempre aperto un a discussione vera”.

Il premier ha poi ricordato di aver giurato lo scorso 22 febbraio, ripercorrendo in modo sintetico quanto messo in moto fino ad oggi dal suo governo: tra cui la legge lavoro, la riforma della Pubblica Amministrazione, la semplificazione fiscale, la riforma della giustizia e i disegni di legge e decreto legge sul processo civile.

Rispetto alla riforma della scuola, Renzi ha smentito le critiche sui ritardi affermando che sulla scuola “il programma già è pronto, è un report già preparato da qualche giorno, ma vogliamo riuscire a dare una visione un po’ più completa di quanto fatto”.

Nel frattempo, ha sottolineato il premier, vi è stata la riforma costituzionale e la legge elettorale. “Su questi punti io sono giudicabile e il sito si rivela uno strumento di verifica”, sostiene il premier.

“Oggi è la partenza dei mille giorni. La presenza del countdown e della verificabilità dei risultati è la grande rivoluzione nella politica italiana: nel momento in cui sei accusato di annuncite, malattia tipica di parte del ceto politico, rispondiamo con l’elenco di date a cui siamo auto-costretti”, precisa Renzi.

Nel rispondere ai giornalisti, Renzi ha ricordato l’importanza della riforma del lavoro che avrà al suo centro gli interessi dei lavoratori, affermando che “se mi avessero detto che avremmo impostato la riforma del lavoro portando a casa un dl che ha portato dei risultati verificabili immediati con un aumento della occupazione da febbraio a oggi”, nessuno ci avrebbe creduto: “Il decreto Poletti è stato fatto e c’è”.
Sul lavoro: “Il dibattito estivo sull’articolo 18 è un evergreen. I casi che vengono risolti sulla base dell’art. 18 sono circa 40mila e per l’80% finiscono con un accordo. Dei restanti 8000, solo 3000 circa vedono il lavoratore perdere. Quindi noi stiamo discutendo di un tema che riguarda 3000 persone l’anno in un paese che ha 60 milioni di abitanti. Il problema quindi non è l’art. 18, non lo è per me e non lo sarà”, commenta Renzi, sottolineando che il tema “mi sembra un po’ ideologico”.
Con la delega sul lavoro “riscriviamo lo statuto dei lavoratori, cambiamo gli ammortizzatori sociali, il che vuol dire guardare la luna anziché il dito. Il contratto a tutele crescenti è uno strumento su cui credo ci possa essere un’ampia maggioranza in ambito parlamentare”, ha poi aggiunto.

“Dobbiamo rendere il nostro mercato del lavoro come quello tedesco. La Germania è un modello in particolare su questo”, afferma il premier, ribadendo l’intenzione di riscrivere lo Statuto dei lavoratori e semplificare le forme contrattuali: “Quando ci renderemo conto che un imprenditore non può morire di pastoie burocratiche per assumere una persona, l’Italia sarà finalmente un paese normale”.
!Alla fine dei Mille giorni il diritto del lavoro sarà totalmente trasformato e l’Italia sarà un Paese semplice, in cui investire o non investire”, ha poi aggiunto il premier.

Rispetto al Ministro degli esteri Mogherini, Renzi ha assicurato che fino ad ottobre, il ministro resterà in carica e che fino ad oggi non ci sono nomi sulla sua sostituzione né che è discussione un rimpasto del governo.
In merito alla Bce, Renzi ha definito “stancante” il dibattito sostenendo che l’Italia fa le riforme che servono all’Italia e queste riforme sono importanti, sottolineando cha anche se non serviranno a salvare il paese, “potranno dare un po’ di fiducia agli imprenditori, i lavoratori e alle famiglie”.
“Noi facciamo le riforme mantenendo l’obiettivo del 3% e le regole della flessibilità. La Bce darà a settembre 200 miliardi di euro alle banche e noi vigileremo perché le banche diano soldi alle imprese”, ha dichiarato Renzi.

La Boschi ha invece ricordato che il governo Renzi ha dimezzato i decreti attuativi dei governi precedenti: “I decreti da attuare ereditati dai governi Monti-Letta erano 889, sono oggi 528: nell’arco di sei mesi abbiamo dimezzato il numero. Oggi abbiamo 699 decreti da attuare complessivamente, tra pregresso e decreti prodotti da questo governo: abbiamo riorganizzato la struttura e istituito tavoli di lavoro con ministeri competenti”.
“Per quanto riguarda la riforma della giustizia dobbiamo concordare con il ministro Orlando la ripartizione a partire dal decreto che verrà incardinato probabilmente alla Camera”, ha annunciato la Boschi che ha poi elencato, su richiesta del premier, i decreti legge prodotti: “Tra quelli incardinati e quelli approvati sono 4: la proroga delle missioni internazionali, quello sugli stadi e mare nostrum, il decreto sul processo civile, e lo sblocca Italia”.
Infine, “la parlamentarizzazione del programma di Governo nei millegiorni è un modo per ufficializzare il programma di governo. I tempi saranno concordati con i presidenti di Senato e Camera, ma avverrà a breve, entro il mese settembre sarà previsto in calendario”, precisa la Boschi, spiegando che potrà avvenire o con un “informativa” di Governo o con lo strumento delle “comunicazioni del presidente del Consiglio alle Camere”.

“Abbiamo prodotto anche troppo. La grande sfida sarà delegificare e ridurre il procedimento normativo”, ha chiosato il premier, aggiungendo che chiederà alla Boschi “di prevedere un passaggio parlamentare” per i mille giorni.
Redazione