Iraq: nuovo raid degli Stati Uniti contro l’Isis

Nave USS George H.W. Bush, nel golfo (Getty images)
Nave USS George H.W. Bush, nel golfo (Getty images)

A seguito della tragica notizia della decapitazione di un altro ostaggio statunitense, il giornalista Steven Sotloff, gli Usa hanno compiuto un altro raid aereo contro l’Isis, gli integralisti islamici di quello che è stato chiamato Stato islamico dell’Iraq e della Siria (o del Levante, a seconda dei casi).

L’operazione è stata condotta con cacciabombardieri che hanno preso di mira una postazione dei miliziani jihadisti vicina alla diga di Mosul. Nel raid sono stati distrutti o comunque danneggiati 16 veicoli armati, hanno fatto sapere le autorità Usa.

Nel frattempo, il presidente Barack Obama ha disposto l’invio a Baghdad di altri 350 militari a protezione delle sedi diplomatiche Usa. Nel complesso, sono 820 i militari statunitensi inviati in Iraq dallo scorso 30 giugno, quando si è inasprita l’offensiva dell’Isis portando i jihadisti ad occupare quasi tutto il nord del Paese. Obama si consulterà poi con gli alleati della Nato su eventuali altre azioni da intraprendere in Iraq. L’intervento militare nell’area, dunque, non si esaurirà in breve tempo.

Il giornalista Steven Sotloff, che stando al video diffuso ieri dall’Isis sarebbe stato decapitato, era stato rapito in Siria nell’agosto del 2013. Si tratta di un altro giornalista americano barbaramente ucciso, dopo la decapitazione di James Foley.

Redazione