Isis, Obama: “Neutralizzare la minaccia terroristica su ampia scala”

Presidente Usa, Barack Obama e presidente estone, Toomas Hendrik (Getty images)
Presidente Usa, Barack Obama e presidente estone, Toomas Hendrik (Getty images)

Il presidente americano Barack Obama ha tenuto una conferenza stampa con il presidente estone Toomas Hendrik Ilves, a Tallin, dove è arrivato questa mattina, alla vigilia del vertice della Nato, atteso per domani in Galles.

Obama ha parlato della situazione in Ucraina, soffermandosi soprattutto sulla minaccia dell’Isis in Iraq e Siria, all’indomani della notizia della decapitazione di un altro giornalista americano.

Il leader della Casa Bianca ha ricordato che una situazione come quella attuale è “storicamente molto pericolosa in Europa”, ma che tuttavia c’è “un’opportunità” per risolvere la crisi: “Se la Russia è pronta a trovare una soluzione politica, allora siamo pronti anche noi”, ha detto Obama commentando le notizie su un accordo tra il presidente russo Vladimir Putin ed il presidente ucraino Petro Poroshenko per “un cessate il fuoco permanente” nell’est dell’Ucraina, che però è stato smentito dal Cremlino, nel corso della mattinata.

Sul fronte dell’avanzata jihadista e delle atrocità commesse dai militanti dello Stato Islamico (Isis), il presidente americano ha spiegato che “uno dei nostri obiettivi è portare la Nato a lavorare insieme a noi per creare una partnership sul piano regionale, che possa combattere non soltanto l’Isis”, ma anche le altre organizzazioni terroristiche.
Obama ha poi spiegato che il problema dell’Isis non potrà essere risolto in tempi rapidi e in merito al sostegno internazionale all’Iraq e all’aiuto fornito ai peshmerga curdi ha detto che “dobbiamo essere più sistematici e più concentrati sul modo in cui lo stiamo facendo”.

Commentando il video della decapitazione di Steven Sotloff , definito “un orribile atto di violenza”, Il presidente americano è stato categorico assicurando che “non ci faremo intimidire” e che “faremo giustizia”: “Questo genere di azioni non fanno altro che unirci e intendiamo lottare con tutti i mezzi contro questi terroristi. Come era già successo con James Foley, la vita di Sotloff era in contrasto con le azioni di quelli che l’hanno ucciso. Dicono di averlo ucciso nel nome della religione, ma Steven, stando a quello che dicono i suoi amici, amava questo mondo, era lì per difendere gli oppressi. Steven è andato in Medio Oriente rischiando la sua vita per raccontare la storia di uomini e donne musulmani che chiedono giustizia e dignità”.
“Questi assassini hanno già fallito: in tutto il mondo la loro barbarie è stata condannata”, ha poi aggiunto Obama, sottolineando che “oggi le preghiere dei cittadini americani sono rivolte alla famiglia del giornalista coraggioso. Possiamo solo immaginare l’agonia e il dolore. Quelli che fanno l’errore di colpire gli americani semplicemente dimenticano che faremo giustizia anche per questo”.

Infine, rispondendo ai giornalisti, il presidente americano ha assicurato che “dobbiamo garantire che l’Isis non sia una minaccia costante nella regione. Ci riusciremo anche se ci vorrà tempo”, precisando che l’importante è “neutralizzare la minaccia terroristica su ampia scala”.

Redazione