Piano scuola, la Flc: “Bene 150mila assunzioni”. Proteste dagli studenti: “Nulla sul diritto all’istruzione”

Studenti in corteo (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Studenti in corteo (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Il piano scuola del governo, descritto oggi in un video-messaggio dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, trova una sponda nella Flc-Cgil, che loda il piano di stabilizzazioni, ma al contempo vede il giudizio negativo delle associazioni e dei sindacati studenteschi, in particolare dell’Unione degli Studenti, che mette in evidenza come nell’impianto del “nuovo patto educativo” presentato oggi dal premier manchi il tema del diritto all’istruzione.

“Le circa 150.000 assunzioni, previste dal piano del Governo sulla scuola, corrispondono ai numeri che la FLC CGIL ha sempre indicato come necessità prioritaria per un progetto di buona scuola, tanto da aver avviato numerose vertenze sull’uso reiterato del tempo determinato che sono arrivate all’attenzione della Corte europea”, è il giudizio, espresso in una nota, della Flc-Cgil, che saluta con favore “il piano di stabilizzazioni che a partire dal 2015 dovrebbe coprire tutti i posti vacanti (50.000 docenti) introdurre nella scuola l’organico dell’autonomia (circa 80.000 docenti per tutti gli ordini), per rispondere così alle esigenze dei piani dell’offerta formativa”.

Duro invece il giudizio di Danilo Lampis, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Studenti: “Nonostante vi siano alcuni elementi puntuali e marginali positivi, questi sono utilizzati da Renzi come specchietto per le allodole per nascondere attraverso belle parole provvedimenti strutturali gravissimi che non faremo passare in silenzio. Inoltre il grande assente nella proposta è il diritto allo studio, unico vero strumento per risolvere il problema della dispersione scolastica, tema su cui da anni abbiamo presentato proposte inascolate al MIUR”.

Tutto l’impianto del piano di governo sulla scuola, sostiene ancora Lampis, “è basato sulla competizione e la premialità, a partire dal Sistema di valutazione che favorirà le scuole migliori”, dunque “rischia di prodursi un accentramento dei poteri in mano ai Dirigenti Scolastici che non possiamo tollerare. Non vogliamo una scuola dove si compete per andare avanti, ma dove si coopera tutti assieme”. Il rappresentante del sindacato studentesco, infine, rilancia la giornata di mobilitazione del 10 ottobre, “per prendere parola e imporre le nostre priorità”.

Giudizio critico al piano di governo sulla scuola anche da Sel, che attraverso il proprio capogruppo alla Camera, Arturo Scotto, sottolinea: “Crediamo, e lo diciamo da tempo, che sia giusto e non rinviabile rimettere al centro del dibattito e dell’azione politica la grande questione dell’educazione, della formazione, della scuola. Tuttavia questo si può realizzare se si mettono a disposizione risorse vere, se si investe e si coinvolge il corpo largo dei soggetti della scuola, insegnanti, famiglie, studenti”. Conclude il parlamentare Sel: “Poiché Renzi governa con quella destra che negli anni passati ha desertificato la scuola pubblica, ci permettiamo ancora di essere scettici rispetto alle belle parole”.

Redazione online