Ucraina: confermata morte del fotoreporter russo sparito ad agosto

Esercito ucraino nei pressi di Donetsk (Getty images)
Esercito ucraino nei pressi di Donetsk (Getty images)

Il direttore dell’agenzia di stampa russa Ria Novosti, Dimitri Kiselev, ha annunciato in un comunicato la morte, in Ucraina, del fotografo Andrei Stenine, scomparso lo scorso 5 agosto.
“Il nostro collega Andrei Stenine è morto. Credevamo fosse prigioniero…Ora sappiamo che è morto un mese fa”, ha scritto Kiselev, precisando che il fotoreporter è morto in macchina durante un viaggio di lavoro.

“La macchina è andata a fuoco bruciando su una strada vicino la città di Donetsk. Oggi sono stati resi noti gli esami forensi e provano che Stenin, un giovane ragazzo di 33 anni allegro, brillante professionale e simpatico, si trovava in macchina”.
“La sua automobile è stata colpita da spari ed è bruciata su una strada vicino a Donetsk”, ha poi aggiunto il direttore dell’agenzia stampa.

A metà agosto, la Russia aveva aperto un’inchiesta sulla sua sparizione, privilegiando finora la pista del rapimento del giornalista da parte della guardia nazionale ucraina. Secondo quanto sostiene il Comitato investigativo russo, il giovane è stato ucciso nella periferia della città di Snezhnoye, nella regione orientale ucraina di Donetsk, il 6 agosto quando la sua macchina è stata colpita dal fuoco dell’esercito ucraino.

Lo scorso mese ci è stata una forte mobilitazione dei media per sostenere la liberazione del reporter: “Purtroppo, mentre stavamo facendo tutto il possibile, e anche l’impossibile, per salvarlo, Andrei già non era più vivo. Tutte le dichiarazioni che abbiamo sentito da parte degli ucraini sulla sorte di Stenine, erano bugie”, ha pertanto sottolineato Kiselev.

Il bilancio conta tre giornalisti russi uccisi a giugno e un fotografo italiano, Andrea Rocchelli morto, con il suo assistente russo, a fine maggio.

Redazione