Blocco contratti, anche le forze di polizia pronte allo sciopero

Auto della polizia (getty images)
Auto della polizia (getty images)

“Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica siamo costretti, verificata la totale chiusura del Governo ad ascoltare le esigenze delle donne e degli uomini in uniforme per garantire il funzionamento del sistema a tutela della sicurezza, del soccorso pubblico e della difesa del nostro Paese, a dichiarare lo sciopero generale”, questo il contenuto del comunicato dei sindacati di polizia e del Cocer Interforze, dopo il confronto riguardo la scelta del governo, ribadita ieri dal ministro Marianna Madia, di bloccare gli aumenti ai salari degli statali anche per il prossimo anno.

Prosegue la nota: “Qualora nella legge di stabilità sia previsto il rinnovo del blocco del tetto salariale chiederemo le dimissioni di tutti i capi dei vari Corpi e Dipartimenti, civili e militari, e dei relativi ministri poiché non sono stati capaci di rappresentare i sacrifici, la specificità, la professionalità e l’abnegazione del proprio personale. La frattura che si creerebbe in tale scenario sarebbe insanabile; o restano loro oppure tutti quelli chi si sacrificano, ogni giorno e in ogni angolo del Paese e dell’intero mondo per garantire sicurezza e difesa”.

In vista dello sciopero, che dovrebbe svolgersi entro fine settembre, i sindacati promettono di attuare su tutti i territori “oltre ad una capillare informazione e sensibilizzazione della società civile sui rischi che corre, azioni di protesta”, anche “la denuncia di tutte le disfunzioni, le esposizioni al rischio, sinora accettate nell’interesse supremo del servizio, nonché le scorte e i privilegi che la casta continua a preservare e che, nonostante i roboanti annunci sinora fatti dal Governo, ad oggi non sono stati né eliminati né ridotti preferendo, per far quadrare i conti, di penalizzare gli unici soliti noti contribuenti del nostro Paese, i dipendenti pubblici e i pensionati”.

Redazione online