Rasmussen “La Russia destabilizza l’Est Europa”. E sull’Iraq ”Pronti ad intervenire”

Anders Fogh Rasmussen, segretario generale Nato
Anders Fogh Rasmussen, segretario generale Nato

Dopo “il cosiddetto piano di pace” tra Putin e Proshenko, “stiamo ancora assistendo al coinvolgimento della Russia nella destabilizzazione della situazione nell’Est”.
Lo ha detto il segretario della Anders Fogh Rasmussen a Celtic Manor, a Newport, Galles in uno dei vertici Nato più delicati e difficili. «Questo è un vertice cruciale in un momento cruciale» perché «le condizioni della sicurezza sono cambiate drammaticamente», ha detto ancora il segretario generale dell’organizzazione. Rasmussen ha ribadito l’appello a Mosca a ritirare le truppe dalla frontiera e a fermare il flusso di armi e combattenti “Resta aperto il canale di dialogo politico e diplomatico”. E nel corso della giornata il cessate il fuoco concordato da Vladimir Putin e dal presidente ucraino Petro Poroshenko è sembrato potersi realizzare a partire da domani alle 13. «Domani pomeriggio ordinerò alle forze armate il cessate il fuoco» con i separatisti delle regioni dell’Est, «se ci sarà l’incontro» previsto a Minsk in Bielorussia ha affermato Poroshenko, una riunione del gruppo di contatto con Osce, Russia e ribelli filo-russi. L’accordo sarebbe il primo passo “piano per la pace” nell’Est.

Tuttavia mentre il presidente ucraino dava l’annuncio della possibile tregua, notizie di combattimenti vicino a Mariupol, sul Mar d’Azov, sembrano rimettere tutto in discussione, con il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov che ha ammoniva l’Ucraina contro la possibilità di rilanciare il processo d’adesione alla Nato perchè l’iniziativa rischierebbe di “far deragliare” la ricerca d’una soluzione al conflitto. L’Alleanza ha chiarito che l’ipotesi di un’adesione di Kiev alla Nato non è fra le possibilità a breve termine ma di suo Poroshenko sembra certo sul sostegno dell’organizzazione a quegli Stati membri che intendessero fornire assistenza militare all’Ucraina.

Prima del vertice si è tenuta una riunione tra a Barack Obama, David Cameron, il premier italiano Matteo Renzi, il presidente francese, François Hollande e la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, oltre al presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko. Renzi ha auspicato “una soluzione politica” attraverso nuove sanzioni. “Siamo pronti – ha detto Renzi – ad allargare il campo di misure restrittive nella finanza, nella difesa, tecnologie sensibili e beni ‘dual use'” invitando il presidente Putin a dimostrare il proprio impegno per la pace “con i fatti e non a parole”.
Il presidente francese Francois Hollande ha detto che la decisione su ulteriori sanzioni europee verso la Russia dipenderà dalle prossime ore, quando si vedrà se sarà realmente attuato il cessate il fuoco bilaterale concordato tra Putin e Poroshenko.

Sul Medio Orientee sulla crisi in Iraq Anders Fogh Rasmussen ha detto che «la Nato non ha ricevuto alcuna richiesta di impegno ma sono sicuro che se il governo iracheno presentasse una richiesta di assistenza della Nato, gli alleati la valuterebbero seriamente». Rassmussen ha ricordato che fino al 2011 l’Alleanza aveva una missione di addestramento: se Baghdad chiedesse di riprenderla anche “verrebbe valutata seriamente” ha concluso.