Usa: proclamati innocenti dopo 31 anni nel braccio della morte

Henry Lee McCollum e Leo Brown (screen shot youtube)
Henry Lee McCollum e Leo Brown (screen shot youtube)

Dopo 31 anni è stata provata l’innocenza di due condannati per stupro e omicidio che hanno scontato la pena in carcere nel braccio della morte.
Ieri, Henry Lee McCollum e Leo Brown, rispettivamente di 50 e 46 anni, due fratellastri afroamericani e disabili mentali, sono stati dichiarati innocenti e rilasciati dalla prigione della contea di Robeson, nel North Carolina.

I due erano stati condannati nel 1983 per lo stupro e l’omicidio di una bambina di 11 anni, Sabrina Buie, trovata morta in un campo nel North Carolina.
I due ragazzi, che all’epoca avevano 19 e 15 anni, spaventati e confusi avevano confessato il delitto dopo ore di interrogatorio e senza nessuna prova che li legava all’omicidio.
Dopo il processo di primo grado, gli avvocati hanno presentato degli appelli fino al 2003, quando è stata accolta la richiesta di analizzare un mozzicone di sigaretta, trovato sul luogo del delitto e conservato per 30 anni.
Ma ci sono voluti altri 10 anni circa affinché sia effettato il test del dna sul mozzicone, nel 2010, seguito dalla commissione dello Stato e infine, è giuntala nuova sentenza che li ha proclamati “innocenti”.
Infatti, il test del Dna ha tirato in ballo un detenuto che sta scontando l’ergastolo per uno stupro e un omicidio ce si è verificato a distanzia di un mese da quello della piccola Buie. Si tratta del Roscoe Artis che viveva ad un isolato di distanza dal luogo in cui fu uccisa la ragazzina.
“Voglio imparare a usare il cellulare e Internet”, ha detto Lee McCollum, mentre armeggiava, sull’auto dei genitori, con la cintura di sicurezza di cui non sapeva bene che fare. L’adolescente di 30 fa, invecchiato nel braccio della morte, non ha mai potuto accendere una lampada, aprire una porta, usare cerniere.

“È terribile che il nostro sistema giudiziario permetta che due ragazzini disabili vadano in prigione per un crimine che non hanno commesso”, ha dichiarato al Guardian, l’avvocato che li ha assistiti per 20 anni, Ken Rose, sottolineando che “negli anni Henry ha visto decine di persone portate via per l’esecuzione. Era così sconvolto che lo hanno dovuto mettere in isolamento. È impossibile spiegare cosa hanno passato questi uomini e quanto hanno perso”.

“Abbiamo aspetto tutto questi lunghi anni, per questa notizia”, ha esclamato il padre James McCollum, che ha poi ripetuto “Thank you, Jesus”.

“Penso che stavo piangendo più di Leon”, ha invece commentato Ann Kirby, uno degli avvocati di Brown, sostenendo che “sentire la parola innocente in un’aula di tribunale è l’apice per qualsiasi avvocato”.
Kirby ha poi raccontato che Brown diceva sempre che “possono andare anche nel Polo Nord e non troveranno nulla”: “Quando abbiamo sentito il verdetto, abbiamo detto che sono andati nel polo Nord” e Brown ha aggiunto “ci sono andati di sicuro”. Redazione