Giallo di Garlasco, ancora indagini sui pedali della bici di Stasi

Alberto Stasi (screen shot youtube)
Alberto Stasi (screen shot youtube)

Nuove attività istruttorie sul delitto di Garlasco e, in particolare, sul presunto scambio dei pedali tra le due biciclette in possesso di Alberto Stasi. A svolgerle, la Procura generale di Milano dopo le nuove indagini difensive del legale di parte civile, l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, che sostiene appunto uno scambio di pedali tra la bicicletta nera utilizzata da Stasi per recarsi quella mattina dalla fidanzata e la famosa bicicletta bordeaux.

Questa la tesi della parte civile: “Quella mattina Stasi ha usato la bicicletta nera per andare da Chiara, tornando a casa dopo averla uccisa ha lasciato sul pedale tracce del sangue (ma i consulenti di Stasi negano che sia sangue) dopodichè, sapendo di una testimone che raccontava della bicicletta nera, ha scambiato i pedali convinto che gli inquirenti avrebbero sequestrato proprio quella nera della donna, visto che la testimone ne parlava, e non quella bordeaux che nessuno aveva collocato sulla scena del delitto”.

Che i pedali siano stati scambiati sembra essere una certezza comprovata dalla perizia, grazie anche all’ausilio della ditta produttrice della bicicletta bordeaux, la Umberto Dei, che ha confermato che quel tipo di pedali, denominati Union, vengono di solito montati da loro; peraltro, il giorno dopo l’omicidio, il maresciallo della locale stazione dei carabinieri, Francesco Marchetto, si reca nell’officina di casa Stasi, col padre di Alberto, vede la bicicletta nera, ma decide di non sequestrarla, in quanto “non corrispondeva alla descrizione della testimone”.

Dopo l’annullamento della sentenza di assoluzione da parte della Corte di Cassazione, è in corso un nuovo processo d’appello nei confronti di Alberto Stasi, unico indagato per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa a Garlasco, in provincia di Pavia, il 13 agosto 2007. Intanto entrano in gioco anche presunte tracce di Dna su due unghie della vittima. A otto anni dall’omicidio, forse la verità è davvero vicina.

Redazione online