Hollande ai minimi storici. Marine Le Pen: “Ha screditato la Francia”

Marine Le Pen (Getty Images)
Marine Le Pen (Getty Images)

François Hollande ai minimi storici di consenso in Francia con una popolarità sprofondata al 13% secondo un sondaggio condotto per conto di Le Figaro: una flessione di oltre cinque punti rispetto alla precedente rilevazione. Un flessione che potrebbe non aver toccato il suo nadir  perchè i dati sono stati raccolti prima del libro rivelazione dell’ex compagna di Hollande, Valérie TrierweilerMerci pour ce moment‘. Nel libro, un caso in Francia, si parla di un Hollande che  diprezza i meno abbienti: «Si è presentato come l’uomo che non ama i ricchi. In realtà, il presidente non ama i poveri. Lui, l’uomo di sinistra, in privato dice ‘gli sdentati’, tutto fiero della sua battuta» Valérie descrive un Hollande che deride la famiglia di lei e le sue origini modeste. Il libro ricorda i giorni in cui si parlò della relazione tra Hollande e Julie Gayet con Valérie che chiedeva a François “Giurami sulla testa di mio figlio che non è vero e non te ne parlo più”. Secondo la Trierweiler, Hollande giurò. “Sono frottole” disse il presidente. E dopo la menzogna ecco Hollande che la insegue per toglierle i sonniferi dopo che lei, Valérie, ha cominciato a prenderli.
Scandali di corte, quindi, crisi economica e popolarità a picco. E ora Marine Le Pen, intervistata dal Corriere della Sera si dice “pronta a guidare il Paese” perchè, secondo la leader del Front National, questo è un momento storico particolarmente cupo per la Francia: “La funzione presidenziale francese è una lunga discesa agli Inferi, cominciata non certo adesso. Una discesa accelerata sotto Nicolas Sarkozy e proseguita con François Hollande. È tempo che si torni all’onore e al rispetto delle istituzioni”. Per Marine “Hollande ha perso la fiducia degli elettori e della sua maggioranza. Cerca di reagire moltiplicando i rimpasti di governo”  è un’inutile perdita di tempo: “L’unica soluzione democratica è lo scioglimento dell’Assemblea nazionale e il ritorno alle urne”.

Marine Le Pen è tuttavia certa che il 16 settembre il premier socialista Manuel Valls otterrà la fiducia.“I socialisti dissidenti abbaiano ma non mordono. Si agiteranno, ma non voteranno contro perché non vogliono tagliare l’albero sul quale sono seduti. Ma i francesi hanno perso fiducia nella politica e nell’uomo Hollande: tocca a lui arrendersi e decidere per la dissoluzione”. Sull’ascesa del Front National non ha dubbi: “ Sei anni fa noi facevamo il 6 per cento alle europee, a maggio abbiamo fatto il 25%, distanziando di gran lunga gli avversari”. Il domani potrebbe portare a un cambio di maggioranza, dice Marine, per nulla intimorita dal sistema elettorale maggioritario: “E’ stato fabbricato da centrodestra e centrosinistra per escludere il Front National. Dà vantaggi a coloro che sono al di là di una certa soglia, ma oggi il Front National è al di là di quella soglia”. E non sembra intimorita, nel caso di successo alle elezioni, dalla coabitazione con Hollande: “La Costituzione francese dice che il governo determina e conduce la politica della nazione. Quindi in caso di vittoria alle elezioni – aggiunge la Le Pen – sarei io a determinare e condurre la politica della nazione. Hollande si sottometterà o si dimetterà. Inaugurerà le fioriere, andrà a commemorare tutto quel che può, lui adora le commemorazioni. E noi governeremo”. E in quanto alle prime iniziative del governo Le Pen la domanda è superflua quanto scontata la risposta “ Scioglieremo la morsa dell’austerità, subito. Spiegheremo alla Germania – e alla Merkel –  che noi dobbiamo difendere gli interessi della Francia, non i suoi”.