Pd, Bersani non desiste e rilancia: “Io ho smacchiato il giaguaro”

Pier Luigi Bersani  (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Pier Luigi Bersani (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

“Il giaguaro l’ho smacchiato io”, con queste parole, l’ex segretario Pd Pier Luigi Bersani ha voluto riprendersi i meriti delle elezioni 2013, in cui la coalizione di centrosinistra ha vinto, seppur di misura, sulla coalizione di centrodestra, guidata da Silvio Berlusconi: “Dal giorno delle elezioni del 2013 sicuramente controverse e non soddisfacenti, ho avuto il privilegio di accompagnare il partito al governo. Non c’è Bersani, c’è un altro, a me non interessa. Da quel giorno non c’è più stata la maggioranza in Parlamento per fare le leggi ad personam. Lì è andato in crisi Berlusconi, lì si è spaccata la destra”.

Bersani non ha poi risparmiato critiche alla gestione del partito: “Di me si dice che sono contro il doppio incarico. Assolutamente no, non ho mai detto una cosa del genere. A me va bene anche il triplo incarico. Sto solo dicendo che nella nuova situazione, dove il Pd è al governo per la prima volta, il suo segretario è presidente del Consiglio, non c’è più il finanziamento pubblico ai partiti. Chiedo che ci sia una riflessione attenta, un appuntamento di partito, senza correnti, per parlare del partito”.

Alle critiche di Bersani e di altri componenti della minoranza del Pd, ha replicato il vicesegretario del partito, Debora Serracchiani, dal palco della Festa nazionale dell’Unità a Bologna: “Chi ha rappresentato questo partito più o meno con buoni risultati, abbia la possibilità di capire che arrivati a un certo punto ciò che chiede loro il partito è di mettere a disposizione l’enorme esperienza che hanno”.

“Lo facciano senza che per questo debbano avere una poltrona su cui sedersi” – ha intimato la Serracchiani – “Trovo inaccettabile che, con tutti problemi che ha il governo, la questione sia che il segretario e il premier non possano essere la stessa persona. E questo perché si dice che il Pd non può attaccare attaccare il proprio governo se il segretario è anche premier”.

Redazione online