17enne ucciso, ‘Ciro’ della serie “Gomorra”: “Periferie abbandonate dalle istituzioni”

Marco D'Amore (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)
Marco D’Amore (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Marco D’Amore, l’attore che interpreta il personaggio di Ciro Di Marzio, “l’immortale”, nella serie tv “Gomorra”, in un’intervista al portale ‘Il Velino’, ha spiegato: “Faccio fatica a parlare di ciò che è accaduto, le mie riflessioni le faccio nel silenzio della mia coscienza, soprattutto perché finchè non ci saranno carte che certificano cosa realmente è accaduto, preferisco non avanzare ipotesi”. Ha affermato l’attore: “Non sono nessuno per parlare, sicuramente non condivido la biografia di questi ragazzi, ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia che mi ha tenuto lontano da certi pericoli, ma resta il fatto che a Napoli è morto un altro ragazzo di appena 17 anni”.

In ogni caso, D’Amore difende l’operato delle forze dell’ordine: “Non si deve mai denigrare il lavoro delle forze dell’ordine, conosco bene le condizioni indigenti in cui lavorano; piuttosto noto un manifesto disagio in tutto il Paese, non solo a Napoli, anche se poi tutte le notizie che arrivano dalla nostra città fanno più clamore. Sicuramente resta il fatto che è morto un giovanissimo di appena 17 anni, disarmato e non si sa per quale motivo”.

Quindi l’invito a una riflessione critica: “Io credo che qualsiasi tipo di rapporto, non solo quello con le forze dell’ordine, diventi complicato se i quartieri, definiti più difficili, vengono abbandonati dalle istituzioni. In periferia, nei luoghi dove c’è maggiore disagio, c’è bisogno di un sole che non sia solo quello terrestre, ma anche quello delle associazioni, della scuola, di una presenza da parte di chi ha il dovere di dare delle possibilità, una scelta a questi ragazzini”.

Redazione online