Burundi, il cordoglio delle alte cariche dello Stato

Le alte cariche dello Stato (foto Presidenza della Repubblica)
Le alte cariche dello Stato (foto Presidenza della Repubblica)

L’assassinio di Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernardette Boggian, le tre missionarie saveriane italiane uccise a Kamenge, in Burundi, nella zona nord della capitale Bujumbura, non ha lasciato inerme il mondo politico italiano; il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, al Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e a Suor Ines Frizza, Superiora Generale delle Missionarie Saveriane, un messaggio in cui parla di “un atto vile ed esecrabile, perpetrato ai danni di chi si trovava in Burundi per farsi interprete, a costo di grandi sacrifici, di altissimi valori di solidarietà e fratellanza con i più bisognosi”.

“Le tre religiose vittime di un cieco ed inumano atto di criminalità sono testimonianza altissima di fedeltà alla chiesa ed ai valori più forti e nobili”, ha aggiunto Napolitano, aggiungendo poi: “In questo triste momento, l’Italia tutta è partecipe e addolorata, ma anche commossa e altamente rispettosa per il supremo sacrificio delle tre religiose. Desidero esprimere la più sentita vicinanza all’intera Congregazione delle Missionarie Saveriane, ai familiari delle vittime, e a quanti hanno condiviso con Suor Lucia, Suor Olga e Suor Bernardetta l’impegno a fianco dei più bisognosi”.

Cordoglio anche dal presidente della Camera, Laura Boldrini, a nome suo e di tutta l’Aula di Montecitorio: “La barbara uccisione delle missionarie, attivamente impegnate nella promozione della pacifica convivenza in una terra martoriata dalle guerre civili, ci ricorda ancora una volta i gravi rischi a cui è quotidianamente esposto chi, con spirito di abnegazione e sacrificio, dedica la propria vita alla cura e alla assistenza del prossimo”.

“Non ho parole per descrivere lo sgomento che provo per l’orrendo assassinio di tre missionarie Saveriane in Burundi” – commenta sulla propria pagina Facebook, il presidente del Senato Pietro Grasso – “Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernardetta Boggian hanno consacrato e dedicato la loro intera vita al servizio degli altri in un contesto difficile come quello africano”. Grasso cita le parole di Papa Francesco: “Il sangue versato diventi seme di speranza per costruire l’autentica fraternità tra i popoli”.

Alle alte cariche dello Stato, si uniscono molte voci nel mondo politico, come il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni, che osserva: “Il mio pensiero va a tutti coloro che scelgono di donare se stessi e farsi testimoni di pace e speranza”. Aggiunge il vicesegretario vicario Udc Antonio De Poli: “Le modalità atroci con le quale le suore sarebbero stato uccise ci lasciano senza parole”.

“Non credo di avere né parole né spirito per commentare qui sopra l’uccisione e le modalità della morte di tre suore italiane nel Burundi. Posso solo scrivere ciò che ciascuno di noi scriverebbe. Lo sconcerto e la domanda su cosa possa muovere a tutto ciò”, osserva infine – attraverso la propria pagina Facebook – Gianni Cuperlo, leader della minoranza Pd.

Redazione online