Confesercenti: nessuna ripresa nel 2014

Carrello supermercato

La Confesercenti non vede nessuna ripresa nel 2014: a fine anno, il Pil calerà dello 0,2%, mentre crescerà “in modo molto ridotto” dello 0,9% nel 2015 un dato “non sufficiente” per stimolare gli investimenti e l’occupazione. Dall’analisi di Confesercenti emerge anche che dal 2009 al 2012 famiglie e le imprese italiane hanno “sborsato” 20 miliardi in più di imposte e tariffe. L’associazione punta il dito contro il federalismo che “ha prodotto l’effetto nefasto di raddoppiare l’imposizione”. Secondo Marco Venturi la pressione fiscale e contributiva “continua ad essere troppo elevata, bloccata al 44% del Pil, non possiamo pensare di crescere così”, ha detto il presidente dell’associazione che ha aggiunto”Ancora una volta nel 2014 mancheremo la ripresa: le speranze di crescita sono rimandate al 2015″ continua Venturi sottolineando che per ora non c’è “un’inversione di tendenza”. Rimane dunque una profonda incertezza rispetto alla ripresa che frena il rilancio dei consumi interni. Nei primi otto mesi dell’anno le chiusure di imprese solo per il commercio si attestano a quota 25 mila. A preoccupare Confesercenti sono i “6 milioni di persone che non lavorano o perché hanno perso il posto – circa 3 milioni – o perché sono rimasti ai margini del mercato del lavoro scoraggiati dalla situazione di crisi “. Nel 2015 si prevede un calo della disoccupazione dal 12,5% del 2014 al 12,3% del 2015. Secondo la Confesercenti i due ritardi “pesantissimi da ridurre al più presto” sono il tasso di occupazione fra le persone tra i 20 e i 64 anni di età – pari al 59,8% e il tasso di occupazione femminile nella stessa fascia di età – 49,9% – ovvero 20 venti in meno della media europea.

Redazione