Ucraina, tregua a rischio. Separatisti: mancato inizio scambio prigionieri

Soldati ucraini per le strade di Mariupol (Getty images)
Soldati ucraini per le strade di Mariupol (Getty images)

La tregua firmata venerdì scorso dal gruppo di contatto a Minsk è a dura prova. Infatti, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco si sono segnalate alcune violazioni: nella giornata di sabato secondo le autorità locali, almeno una persona, una donna, è morta a seguito di una serie di spari a Mariupol, nell’Ucraina orientale, sul mar d’Azov, mentre alcune esplosioni sono state registrare vicino all’aeroporto di Donetsk e le fonti separatiste hanno denunciato che le truppe ucraine avrebbero ucciso un militante nel villaggio di Makiyivka.
Questa mattina, le autorità dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk denunciano il mancato inizio dello scambio di prigionieri previsto dall’intesa raggiunta dalle parti, accusando Kiev di non aver presentato la propria lista.
Il ministro della Difesa dell’autoproclamata repubblica, Leonid Baranov ha riferito alle agenzie stampa che “non abbiamo ricevuto da Kiev la lista dei prigionieri che intende rilasciare. La Repubblica di Donetsk teme che Kiev non consegni i nostri miliziani una volta ottenuto il rientro dei propri militari. Kiev sostiene di avere 200-300 prigionieri. Tuttavia non ha ancora una lista dettagliata. Inoltre un migliaio di nostri sostenitori e di civili del Donbass risultano dispersi, ma in realtà molti di loro sono prigionieri. Stiamo liberando più di un migliaio di persone in cambio di trecento dei nostri”.

Per oggi è atteso l’annuncio della nuova lista di sanzioni che i 28 Paesi dell’Ue hanno deciso di applicare alla Russia. Dal canto suo, il presidente russo Vladimir Putin ha minacciato reazioni pesanti, se le nuove restrizioni entreranno in vigore.
Il premier russo Dmitri Medvedev ha sostenuto che in caso di nuove sanzioni la Russia risponderà “in maniera asimmetrica”, ad esempio “limitando il traffico delle compagnie aeree europee sopra i cieli della Russia”.
Medvedev ha poi commentato che le sanzioni “non aiutano affatto a riportare la pace in Ucraina”.

Rassicurazioni da parte del presidente uscente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, che ha ribadito che l’Europa potrebbe cancellare le sanzioni contro la Russia, se la tregua regge.
Intanto sul tema delle sanzioni alla Russia ha rotto il silenzio il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi che ha definito “irresponsabile e ridicolo l’atteggiamento sanzionatorio”, contro la confronti Russia.

Redazione