Consulta e Csm, domani il Parlamento vota ma manca l’accordo

Parlamento in seduta comune (Foto: ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)
Parlamento in seduta comune (Foto: ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Non c’è ancora accordo per l’elezione dei nuovi otto membri laici del Csm e dei due nuovi giudici della Corte Costituzionale, che spetta al Parlamento in seduta comune. Si vota domani, ma sembra mancare l’accordo in particolare tra Partito Democratico e Forza Italia; a tal proposito, Laura Boldrini alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha sottolineato: “Il Parlamento in seduta comune verrà convocato ad oltranza, con votazioni anche nelle giornate di lunedì e venerdì”. Frase confermata anche dalla seconda carica dello Stato, il presidente del Senato, Pietro Grasso.

Nei giorni scorsi, il messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha confidato che entrambi i presidenti delle Camere “vi adopererete presso i gruppi parlamentari di ciascuna Camera per conseguire le convergenze tra maggioranza e opposizioni necessarie per il raggiungimento delle maggioranze richieste dalla Costituzione”.

Tra i nomi che circolano da giorni per la Consulta, per il Pd ci sarebbe Luciano Violante, già presidente della Commissione parlamentare antimafia e della Camera dei deputati, mentre Forza Italia punterebbe su Donato Bruno, che in passato ha ricoperto il ruolo di Presidente della Commissione Affari Costituzionali dela Camera.

Redazione online